venerdì 11 gennaio 2008

Francesco Guccini Stagioni

Anche francesco Guccini ha Cantato Ernesto Che Guevara nel cd "Stagioni" del 2000.
La canzone ha lo stesso titolo dell'album e descrive la reazione dei giovani del 1967 quando hanno appreso la notizia della morte del Che.
In realtà in questa canzone Guccini canta i propri ricordi, descrive le proprie emozioni e lo fa in modo vivido, tangibile. Dice che di questa canzone ha scritto una strofa proprio nel 1967, podo dopo aver avuto la triste notizia, ma la mette via, non completa l'opera. Alla fine degli anni '90 la canta durante una festa in casa, con amici e piace subito a tutti. Qualche tempo dopo, durante un concerto, dopo aver visto alcuni ragazzi che indossavano una maglietta con l'immagine del Che decise di dedicare loro quella strofa. Racconta che venne giù il Palasport.
[...] "Tutti mi hanno detto che non sarebbe stato male finire la canzone. È stata dura: sono dovuto tornare indietro con un lungo flash-back, creando un parallelo tra quella generazione e questa [...] ho scritto questa canzone Perché sentivo il forte bisogno, in un momento in cui la sinistra è contestata e - soprattutto - contrastata, di riaffermare il mio credo [...] io sono di sinistra, non sono un reazionario, non mi sono arreso. Devo però ammettere che, se non fossi stato spinto, non avrei mai concluso Stagioni".

Canzone x il Che -- Guccini (Stagioni) Song for Che Guevara

giovedì 10 gennaio 2008

Loredana Bertè: inno a Che Guevara

Non vi nascondo la mia passione per un'artista così anticonvenzionale e dissacrante come Loredana Bertè. Conosco un pò tutte le sue canzoni, ma ce n'è una che trovo semplicemente straordinaria, un'inno appassionato alla figura di Che Guevara. "Comandante Che" è contenuta nell'album "Ufficialmente Dispersi" del 1993, non è tra le canzoni più conosciute della Bertè, ma vi garantisco che io la ascolterei ininterrottamente dalla mattina alla sera. Sentite un pò e ditemi che ne pensate...



...Che ne dite, la proponiamo come inno nazionale???

mercoledì 9 gennaio 2008

Sarkozy e la TV pubblica: impara Prodi....impara...

E' normale che un uomo di sinistra come me guardi a Sarkozy come ad un esempio da imitare? Visto il governo che ci ritroviamo forse si.
Nel corso della conferenza stampa di inizio d'anno che si è tenuta nel salone delle feste dell'Eliseo, il presidente Sarkozy ha dichiarato che è sua intenzione eliminare gli spot pubblicitari dalla televisione pubblica e di applicare una tassazione maggiore alla pubblicità dei canali privati per finanziare la TV pubblica e per ridurne il deficit. Ha inoltre dichiarato: "Voglio che i requisiti della televisione pubblica siano modificati profondamente" [...]
"e voglio considerare la possibilità di eliminare completamente le pubblicità dai canali pubblici". Ha affrontato il tema dicendo che il servizio pubblico deve puntare sulla qualità e non può funzionare solo con criteri mercantili. La Tv di stato deve avere un ruolo sociale e culturale importante per il Presidente francese e non può essere vittima degli indici di ascolto che che inevitabilmente condizionano i contenuti a causa di mere logiche economiche e di mercato.
E noi, con il nostro governo minestrone, non riusciamo neanche ad iniziare a parlare del conflitto di interessi. Ricordate le intercettazioni telefoniche di Berlusconi in cui raccomandava alla RAI vallette ed attricette per comprare senatori di centrosinistra con il fine di far cadere il governo? E chi ne parla più? E poi, visto che ha tre canali televisivi, perchè non le assume lui ma cerca di fare in modo che lavorino nella TV di Stato?Pare che in italia si danno le notizie giusto per lavarsi la coscienza ma poi alle parole non seguono i fatti.
Vorrei essere orgoglioso del mio paese, del governo di centrosinistra che è oggi al potere ma, scusataemi, proprio non ci riesco!
Con questo non voglio dire che appoggio tutto quello che ha detto il Presidente Sarkozy nella conferenza stampa, non approvo l'eliminazione del tetto delle 35 ore lavorative nè la politica sull'immigrazione che ha intenzione di attuare ma....sulla TV pubblica 10 e lode Presidente, niente da dire.

martedì 8 gennaio 2008

Il ritorno dello Stato Pontificio

Roba da matti! Qualche giorno fa, in uno dei suoi soliti sermoni sulla famiglia e sul suo ruolo fondamentale nella società (peccato che un matrimonio su 3 capitoli con un divorzio e che la maggior parte dei ragazzi di oggi siano figli di genitori separati!), papa Ratzinger alias Benedetto XVI ha tuonato contro l'aborto, chiedendo di rivederne la legge. Ma dico io, stiamo dando i numeri o cosa? La legge sull'aborto è tra le pochissime conquiste di civiltà del nostro Paese ed ora si torna a far pressioni su quest' argomento? Il prossimo passo probabilmente sarà la legge sul divorzio! Poi magari togliamo anche il voto alle donne, così non avranno grilli per la testa e si decideranno finalmente a dedicarsi anima e corpo alla cura della propria prole!!!
Premesso che io non accetterei il benchè minimo consiglio da uno che ha il ghigno di Gargamella, si fa fare le scarpe su misura da Prada (bell'esempio di carità cristiana!) e non perde occasione per sfoggiare le sue stole e i suoi ridicoli copricapo di ermellino (ma non era San Francesco che parlava con gli animali!?!), quando ho notizia dei suoi dictat, ormai con cadenza quasi giornaliera, non mi arrabbio quasi più, sono rassegnato. La cosa che più mi demoralizza è l'idea di vivere in un Paese bellissimo, ma schiavo di questa bigotta cupola romana, permettendo di stare in Parlamento a gente, strapagata da noi, che si fa portabandiera di queste idiozie. Due nomi su tutti: l'on. Buttiglione del Centrodestra e la senatrice Binetti del Centrosinistra.
Ora, a proposito di Buttiglione, mi viene in mente un episodio dei Simpson in cui si vede una sorta di radiografia fatta al cervello di Omer e da cui risulta un volume più o meno uguale a quello di una noce. Ecco, io il cervello di Buttiglione me lo immagino così, per cui non c'è da prendersela neanche più di tanto, è un caso senza speranza. Ma vi prego, alle prossime elezioni, mi fate il favore di lasciarlo a casa? Non importa che vinca il Centrodestra o il Centrosinistra, personaggi del genere, che parlano senza la minima cognizione della realtà, devono essere lasciati a casa!
Passiamo alla senatrice Binetti. Mi spiegate che cosa ci azzecca la signora con una coalizione di Centrosinistra che almeno idealmente dovrebbe essere di ispirazione progressista? Allora, cara senatrice, vogliamo o no deciderci ad uscire da questa coalizione come suggeritole dai suoi colleghi di Rifondazione Comunista? Una come lei, con la sua forma mentis da cattolica integralista, dovrebbe rabbrividire anche solo sentendo parlare di "Centrosinistra". Ma si sa, in Italia pur di rimanere al comando, si può far convivere il diavolo con l'acqua santa!
Io un'idea ce l'avrei. Visto che questo papa forse non ha ancora capito che lo Stato Pontificio non c'è più da un pezzo, lasciamoglielo credere fino in fondo, si nomini pure governatore e si prenda la Binetti e Buttiglione come vice. Glieli cediamo volentieri!
Ah, dimenticavo, prima di chiudere: qualcuno di voi ha notizia dei DICO???

8 gennaio 1959 Fidel Castro fa il suo primo discorso a L'Avana

L'8 gennaio del 1959 il Comandante e leader della Rivoluzione fece il suo primo discorso a L'Avana, una settimana dopo che il dittatore Fulgencio Batista scappò dal paese incalzato dalle truppe dei liberatori.
Fidel, con quella che fu definita la "carovana della libertà" partì da Santiago di Cuba e attraversò l'isola fino alla capitale dove fu ricevuto da un popolo la cui allegria era immensa. Alle spalle avevano la lunga notte della corruzione, la tortura, la morte, la discriminazione razziale, la fame, la politica politicante.
La felicità si rispecchiava nei visi ascoltando il giovane barbuto nell'antico quartiere Columbia. Quell'uomo di appena 33 anni esprimeva idee, concetti, del tutto diversi da quelli dei discorsi dei politici tradizionali. Prevedeva che gli anni a venire sarebbero stati difficili, che il futuro del paese non sarebbe stato facile.
Sottolineando che dire la verità è il primo dovere di un rivoluzionario, Fidel disse che "rimane molto ancora da fare. Noi non dobbiamo illuderci credendo che nell'immediato tutto sarà facile; magari tutto sarà più difficile di quanto possiamo immaginare".
In questi 50 anni la Rivoluzione ha attraversato momenti molto difficili. Gli Stati Uniti hanno utilizzato i metodi più crudeli per impossessarsi dell'isola e per trasformarla in una nuova colonia, hanno cercato di sottomettere la coraggiosa popolazione cubana attraverso la paura, con attentati, sabotaggi, tentativi di invasione e per mezzo del più duraturo e crudele embargo economico, finanziario e commerciale che la storia umana abbia mai visto.

Harry Potter e i doni della morte

Questo post inevitabilmente conterrà degli spoiler....occhio!!!
Finalmente è uscito anche in Italia l'ultimo ed attesissimo libro sul maghetto più amato di tutti i tempi. Harry potter e i doni della morte è nelle librerie dal 5 gennaio (anche se alcuni librai disonesti lo hanno messo in vendita qualche giorno prima).
Quest'ultimo episodio rappresenta la fine di un'epoca durata 10 anni che ha visto crescere Harry, i suoi amici ed anche i lettori che hanno creato un vero e proprio evento mediatico, unico. Il numero di blog, forum, siti ecc. riguardanti questa saga non ha visto eguali nella storia dell'editoria mondiale.
Il motivo fondamentale è la magia. Chi da piccolo, ma anche da grande, non ha desiderato di possedere poteri magici per risolvere questo o quel problema?
Bacchette magiche, pozioni, incantesimi, anatemi sono tutte parole che riguardano l'immaginario di chiunque e chiunque abbia letto la saga si è un po' immedesimato nei personaggi che hanno il privileggio di poter accedere a tutto questo. Ma non solo. C'e' un leader, Harry che poi così leader non è, sfigatello, non bellissimo, pittosto umano. L'amico, Ron, che vive all'ombra della sua fama ma che infine risulta essere un po' eroico anche lui. L'amica, Ermione, secchiona e bruttina un po' antipatica all'inizio per la sua saccenza e la sua voglia di emergere ma che con il passare del tempo scopre il fascino della trasgressione delle regole e che diventa sempre meno antipatica e sempre più benvoluta. Insomma la saga di Harry Potter ha segnato un'analisi approfondita dal mondo adolescenziale, con le crisi, i desideri, i sogni che ciascuno di noi ha affrontato nel corso della sua crescita.
Quest'ultimo episodio è strutturalmente diverso da tutti gli altri. Prima di tutto non c'e' più Silente, il grande mago, il professore umano, saggio, ironico che tutti avremmo voluto avere, da cui tutti avremmo appreso più volentieri e che si contrappone al grigiume dei precettori della scuola odierna, fatte le debite eccezioni, chiaro. La scuola di magia e stregoneria di Hogwarts non è più la location principale del racconto. E' un episodio ricco di azione, che tiene con il fiato sospeso e che spesso stupisce con trovate geniali.
Termino qui perchè non voglio rovinare la lettura a chi ancora non lo avesse letto dicendo che sicuramente non è un capolavoro di letteratura, certamente non è un'opera che vedremo nei libri di testo dei prossimi anni ma sicuramente merita di essere letto per la storia che racconta, per l'analisi delle diversità che offre, per i voli della fantasia che stimola.

lunedì 7 gennaio 2008

Appello dell'ONU per la moratoria delle esecuzioni


Firma anche tu sul sito di Nessuno Tocchi Caino, è davvero importante ed è un segno di civiltà!
Se puoi sostieni la campagna con un sms.

Fausto Bertinotti torna in Sud America

Dopo aver incontrato, nel 2007, Lula, Khirchner e Michelle Bachelet (rispettivamente presidenti di Brasile, Argentina e Cile), il Presidente della Camera Fausto Bertinotti torna in Sud America per incontrare Hugo Chavez, Evo Morales, Rafael Correa e Alan Garcia (presidenti di Venezuela, Bolivia, Ecuador e Perù).
Sarà un viaggio nei paesi simbolo della sinistra mondiale: la Bolivia, dove fu tradito ed assassinato Ernesto Che Guevara; il Perù che ha visto le ribellioni delle popolazioni Inca; Ecuador (Quito) e Venezuela che, insieme ai territori della Nuova Grenada, costituivano la "Repubblica della Grande Colombia" creata da Simon Bolivar nel 1819 e ratificata dal Congresso di Cùcuta nel 1921. Bertinotti ha detto a Panorama che "questo secondo viaggio in America latina rappresenta il completamento di una nuova stagione nei rapporti fra Italia, Europa e Sud America. Una nuova stagione che mette fine a un periodo di una qualche distrazione su questa materia. Questo secondo viaggio vuole anche valorizzare un nuovo protagonismo sulla scena mondiale". [...] "Appena un anno fa, nel primo viaggio nella parte meridionale di quel continente, è stato possibile vedere da vicino esperienze di grandi paesi, abbiamo visto fiorire e sviluppare rapporti di amicizia, abbiamo capito e toccato con mano il punto di forza di un rinascimento che riguarda, pur tra tante difficoltà, tutta quella parte del mondo" [...] "Si vuole indagare la questione indigena, di particolare interesse storico e culturale. La questione indigena riveste un peso e un'importanza di primo piano nelle vicende dell'America Latina e riguarda direttamente i problemi dell'integrazione e del riconoscimento delle diversità. Termini che sono fondamentali perchè appartengono alla sfera mondiale della politica. E riguardano in primo luogo anche l'Europa. Stiamo parlando di convivenza, di coesistenza. Per dirla diversamente, si sta parlando del grande tema della nuova cittadinanza".
Questo viaggio sarà un insieme di incontri istituzionali e di immersioni nella vita reale.
A La Paz, in Bolivia visiterà il progetto dell'UNICEF Fortalecimiento de las defensoriasde la niñez e si confronterà con le ONG (Organizzazioni Non Governative) italiane che lavorano sul territorio.
A Lima, in Perù, inaugurerà un affresco di Mazzini sul muro esterno dell'ambasciata italiana è visiterà l'impresa sociale YoPer per la produzione di panetterie e pasticceria, che già sta dando ottimi risultati in termini di vendite, finalizzata al finanziamento della Casa del Sorriso contro la prostituzione minorile a Lima.
A Quito si occuperà di debito pubblico. E' previsto un incontro presso il fondo italoecuadoriano che si occupa di gestire il debito bilaterale di 27 milioni di dollari.

domenica 6 gennaio 2008

Cuba: tasso di mortalità infantile più basso di quello degli Stati Uniti

Cuba chiude il 2007 con un tasso di mortalità infantile del 5,3 per mille.
Secondo i dati pubblicati dall' ONU la media mondiale è del 52 per mille e quella dell'America Latina è del 26 per mille, mentre quella degli Stati Uniti è del 6 per mille.
Considerando il dato degli Stati Uniti non si può non considerare il fatto che fra la popolazione nera non ispanica la mortalità infantile media è del 13 per mille mentre fra i bianchi è notevolmente più bassa.
Un indice di mortalità infantile così basso è dovuto al fatto che a Cuba il sistema sanitario è accessibile a tutti ed è gratuito per tutta la popolazione. Inoltre le massicce campagne di vaccinazione, sia della popolazione infantile che di quella senile, realizzate nonostante l'embargo criminale degli Stati Uniti contro Cuba, dimostrano il livello di attenzione che il Governo pone nei confronti delle categorie più deboli.
Gli indicatori della mortalità infantile nella Cuba prerivoluzionaria raggiungevano i 60 bambini morti ogni mille nati.

Rhythms del Mundo

sabato 5 gennaio 2008

Aiutiamo il mondo con il Buena Vista Social Club!


E' di poche settimane fa l'ultima conferenza mondiale sul clima tenutasi a Bali. Come sappiamo, la situazione non è rosea per nessuno, anche se per il momento sono le popolazioni più povere dell'area tropicale e subtropicale del pianeta a subirne le conseguenze più disastrose e violente ( pensate allo "tsunami"!). Dato per scontato che le soluzioni proposte avranno una lenta se non lentissima applicazione, dato che difficilmente l'interesse di tutti verrà anteposto all'interesse di pochi, credo che occorra rimboccarsi le maniche personalmente e cominciare a far qualcosa di positivo a partire dal nostro quotidiano: evitiamo sprechi d'acqua, evitiamo sprechi di energia, facciamo la raccolta differenziata, ricicliamo...
A tal proposito, conviene a tutti sostenere le iniziative benefiche in tal senso. Per questo, mi permetto di segnalarvi, per chi ancora non lo conoscesse o comunque non lo avesse ancora acquistato, un vero gioiello, un Cd. Trattasi di "Rhythms del Mundo", progetto nato dall’incontro tra i musicisti del Buena Vista Social Club (già protagonisti dell’omonimo film documentario di Wim Wenders del 1999) con noti brani di artisti e gruppi musicali dell’attuale scena musicale mondiale. Tutti i ricavati sono devoluti interamente in beneficienza all'organizzazione Artists Project Earth (APE), che raccoglie fondi a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali causate dal cambiamento del clima. Il Cd, realizzato dalla Universal Music, contiene 16 tracce, che ripropongono in inediti arrangiamenti afro-cubani alcuni brani rock e pop, molto spesso con la partecipazione degli esecutori originali del pezzo: si va da “Clocks” dei Coldplay a “The Dark of the Matinee” dei Franz Ferdinand, da una bella “Dancing Shoes” degli Arctic Monkeys a “High and Dry” dei Radiohead. Ma partecipano anche gli U2 (“I Still Haven’t Found What I’m Looking For”), Sting, Jack Johnson, i Kaiser Chiefs e i Maroon 5. Da segnalare la versione di “Killing Me Softly” dei Fugees interpretata dalla nota cantante cubana Omara Portuondo e il classico “As Time Goes By” ultima registrazione vocale di Ibrahim Ferrer prima di morire nel 2005. Gli altri musicisti Cubani del Buena Vista Social Club che si esibiscono sono: Barbarito Torres, Amandito Valdes, Virgilio Valdes, Angel Terri Domech, Manuel ‘Guajiro’ Mirabal, Orlando Lopez ‘Cachaito’ e Demetrio Muniz. Questo progetto e’ stato concepito dall’idea di Kenny Young ed i Berman Brothers e tutti gli artisti presenti ne supportano pienamente la causa.
Gran parte della registrazione di questo album e’ stata realizzata a L'Avana da Aprile 2005 a Giugno 2006. L'uscita nei negozi in Italia è datata 17 novembre 2006, per cui dovreste ancora trovarlo in circolazione. In ogni caso, potete comunque ordinarlo. Personalmente non amo i remake, ma questo Cd è davvero straordinario! Gran parte del cantato rimane lo stesso, i musicisti del Buena Vista Social Club hanno utilizzato gli strumenti originali per ogni canzone creando qualcosa di assolutamente unico, imprimendo il loro stile su ogni canzone, una fusione perfetta tra ritmi caraibici, rock, pop e addirittura le atmosfere quasi underground di gruppi come i Kaiser Chiefs o gli Arctic Monkeys.
Ragazzi, mi raccomando, non scaricate il Cd da Internet, compratelo! Vi farete un regalo straordinario e contribuirete ad una nobile causa.

Mi Cayito e il "baracchino" infinito!!!


Son trascorsi oramai 4 anni dal mio primo viaggio a L'Avana. Soggiorno stupendo ovviamen- te, gente meraviglio-sa, clima tropicale, spiaggia, mare, rum e salsa, ma un fatto in particolare mi è rimasto impresso. Parto dall'inizio. Il soggiorno sarebbe durato 14 giorni. Già il secondo giorno decidiamo (io e Gà!) di andare in spiaggia, precisamente Mi Cayito, meta consigliataci dalle nostre prime conoscenze cubane. Ebbene, arriviamo e notiamo che stavano costruendo un piccolo "baracchino" adiacente alla spiaggia per dare un pò di ristoro ai bagnanti , dove poter gustare un panino o del pollo fritto, magari sorseggiando una birra o una piñacolada preparata al momento. Fin qui niente di strano. Ora, la cosa strana è che, per i seguenti 12 giorni abbiam continuato ad andare in spiaggia, ma la costruzione del "baracchino" rimaneva pressochè al punto di partenza: eppure, si trattava solo di tirar su quattro tavole di legno su una pedana e ricoprirle con delle palme! Tutto questo per farvi capire lo spirito eternamente rilassato e poco incline allo stress dei cubani, alla faccia del capitalismo e della produttività a tutti i costi: niente fretta, il resto "mañana"! A tal proposito mi viene in mente un proverbio che mi hanno inculcato sin da piccolo: "Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi!". Col cavolo!!! Io a Cuba dovevo nascere!

venerdì 4 gennaio 2008

Barack Obama vince i caucus nell'Iowa


Si è aperta la corsa per la Casa Bianca ed il mio candidato preferito, il senatore nero Barack Obama ha vinto battendo Hillary Clinton e John Edwards.

"il tempo del cambiamento è arrivato: sarò il presidente che riporterà a casa i soldati dall'Iraq, che garantirà la sanità a tutti gli americani e metterà fine ai regali fiscali alle grandi multinazionali".
Questo ha detto Obama dopo aver conosciuto i risultati.

E' morto Lisandro Otero

La notte scorsa è morto a L'Avana all'età di 75 anni lo scrittore Lisandro Otero.
Scrittore, diplomatico, giornalista, ha pubblicato romanzi, novelle e saggi tradotti in quattordici lingue.
Attualmente presidente dell'Accademia Cubana della Lingua era considerato uno dei più importanti esponenti della narrativa cubana contemporanea.
Nasce a L'Avana nel 1932 dove frequenta la Facoltà di Lettere e Filosofia proprio nel periodo in cui Fidel Castro diventava leader dei movimenti studenteschi contro la dittatura di Batista. Nel 1954 si trasferisce a Parigi e frequenta per due anni la Sorbona.
Rientra a L'Avana per prendere parte alla Rivoluzione, ormai iniziata, in qualità di giornalista.
Dopo la fuga di Batista e la vittoria di Castro diventa sindaco della città.
Fondò il Premio letterario "Casas de las Americas".
Il suo romanzo più famoso, Bolero, tradotto in otto lingue, è stato pubblicato in Italia nel 1992 dalle Edizioni del Lavoro.
Di Fidel Castro ha detto: "[...]ha insegnato ad una generazione di latinoamericani a pensare diversamente e ha guidato il suo paese con fermezza e coraggio attraverso un labirinto di trappole e contraddizioni, originando nella piccola isola caraibica, a dispetto dell'ostilità e del boicottaggio USA, uno spazio di decenza dove la gente può vivere con dignità".
Nel rispetto delle sue volontà la salma sarà cremata.
Il quotidiano di Cuba Juventud Rebelde annuncia che prossimamente l'Istituto Cubano del Libro, l'Unione Nazionale di Scrittori e Artisti di Cuba e l'Accademia Cubana della Lingua tributeranno il giusto omaggio a questa celebre figura della cultura cubana.

Il Capitolio Nacional

La prima volta che ho visto il Capitolio Nacional a L'Avana mi ha fatto esattamente la stessa impressione che mi fece L'Altare della Patria a Roma.
Costruito nel 1929 dal dittatore Gerardo Machado, con il sostegno economico degli Stati Uniti, è una costruzione imponente del tutto simile al Campidoglio di Washington che poco ha a vedere con gli edifici in stile coloniale che lo circondano.
Alcune guide lo definiscono un capolavoro architettonico e forse da un punto di vista tecnico lo è, ma per me è un pugno in un occhio, un bravo architetto dovrebbe anche guardare l'ambiente in cui pone le sue opere.
Per costruirlo ci sono voluti tre anni, due mesi e venti giorni ed il lavoro di 5000 operai per un costo di 17 milioni di dollari.
Fino al 1959 ha ospitato la Camera dei Rappresentanti e il Senato, oggi è la sede dell'Accademia Cubana delle Scienze e della Biblioteca nazionale della Scienza e della Tecnica.
Per accedervi bisogna salire un'imponente scalinata. Sulle grandi porte di bronzo sono raffigurate scene salienti della storia cubana.
Sotto la cupola alta 63 m è posta la statua della Repubblica (alta 17 m per 49 tonnellate di peso)che è la terza statua posta al coperto al mondo per dimensioni dopo il Budda di Nava in Giappone e il monumento di Lincoln a Washington DC.
Al suo interno si può anche osservare la copia di un diamante di 24 carati che segna il chilometro 0 di tutte le strade del paese. Da qui si calcolano le distanze fra L'Avana e le altre città dell'isola.
Si possono visitare le stanze dei senatori ed anche la biblioteca.
Degno di nota è anche l'esuberante patio interno.

giovedì 3 gennaio 2008

3 gennaio 1962: Papa Giovanni XXIII scomunica Fidel Castro

Il 3 gennaio del 1963 Papa Roncalli scomunicò Fidel Castro applicando il decreto del Santo Uffizio del 28 giugno 1949 secondo il quale è ancora oggi scomunicato automaticamente:
  • chi è iscritto o sostiene il Partito Comunista;
  • Chi fa propaganda comunista in qualsiasi modo;
  • Chi legge, stampa e diffonde scritti comunisti;
  • Chi vota per il Partito Comunista;

In questa occasione Giovanni XXIII dichiarò che Fidel Castro sarebbe andato all'inferno.

Non risulta se la scomunica sia stata abolita.

Solo successivamente, negli anni '70 fu proibito ai cristiani di Cuba di iscriversi al Partito e di intraprendere alcune carriere accademiche, soprattutto quelle umanistiche.

Barack Obama vs Hillary Clinton su Cuba













Barack Obama e Hillary Clinton sono i due candidati di punta del partito democratico che, dopo sette anni di governo scellerato del repubblicano George Bush, dovrebbe vincere le elezioni presidenziali del 2008 negli Stati Uniti.
Entrambi, nelle loro campagne elettorali, si sono pronunciati sui rapporti fra USA e Cuba.
Obama ha dichiarato che le sanzioni economiche degli Stati Uniti contro L'isola caraibica, che anno dopo anno vanno intensificandosi, devono essere eliminate sia perchè inumane sia perchè si sono dimostrate inefficaci. Ha promesso che, come presidente, concederà diritti illimitati ai cubano-americani per visitare le loro famiglie residenti a Cuba e mandare loro denaro.
Si è dichiarato disponibile a normalizzare le ralzioni fra i due stati e ad ammorbidire l'embargo che è andato inasprendosi negli ultimi cinquanta anni.
Barack Obama è il primo candidato alla Casa Bianca che si dichiara favorevola alla fine dell'embargo dell'impero contro Cuba.
Hillary Clinton, che deve gratificare i suoi finanziatori di estrema destra, eredi dell'ex dittatore di Cuba Fulgencio Batista, ha definito le dichiarazioni di Obama sull'embargo "irresponsabili ed ingenue". Ha inoltre affermato che le sanzioni economiche contro l'Isla Grande devono essere mantenute. D'altra parte fu proprio suo marito, con il suo appoggio, a firmare nel 1996 la criminale legge Helms-Burton. Legge che aveva insensatamente carattere retroattivo e valore extraterritoriale.
In poche parole, dando uno sguardo alle dichiarazioni dei due candidati, andando oltre la questione cubana, pare che la Clinton rappresenti il mantenimento della politica del passato e che Obama sia il nuovo, la volontà di fare piazza pulita e di ricominciare da zero.
Da parte sua Fidel Castro, in una nota del 27 agosto 2007 ha dichiarato criticamente che, pur essendo sicuro che vinceranno i democratici, "i due candidati di punta si sentono in dovere di esigere un governo democratico a cuba, non stanno facendo politica ma stanno giocando a carte una domenica pomeriggio".

mercoledì 2 gennaio 2008

Parque Lennon - L'Avana

Parque Lennon a L'Avana è un piccolo parco del Vedado (calle 15 e 17 tra calle 6 e 8). Al suo interno si trova una statua in bronzo di John Lennon seduto su una panchina in una posizione molto realistica.
La statua fu inaugurata da Fidel Castro in persona l'8 dicembre del 2000 in occasione del 20° anniversario della morte del cantante segnando una inversione di rotta culturale profonda del Lider Maximo. Negli anni '60, infatti, la musica dei Beatles era stata proibita nell'isola perchè considerata eccessivamente decadente. Successivamente, grazie all'impegno del gruppo nell'opporsi alla guerra degli Stati Uniti contro il Vietnam, John Lennon venne rivalutato come rivoluzionario.

Gli occhiali della statua sono stati vittima di continue razzie da parte sia di turisti che di cittadini, tanto che oggi è sorvegliata a vista da un vigilantes che, in cambio di 1 CUC, li rimette al loro posto giusto il tempo di scattare le foto di rito.
Tutti gli anni, l'8 dicembre, si tengono nel parco concerti e manifestazioni per ricordare l'assassinio del celebre componente della band.

martedì 1 gennaio 2008

Fidel Castro: messaggio di inizio d'anno al popolo cubano

Ecco il messaggio di inizio d'anno di Fidel Castro letto alla televisione cubana.

CARISSIMI COMPATRIOTI:

Fra poche ore si compirà un altro anniversario di quell'alba meravigliosa, sono 49 anni di trionfo della nostra Rivoluzione.

Nonostante la tirannia yanqui continuiamo il lungo e ripido cammino. Grazie alla nobiltà ed all'abnegazione del popolo Cubano, ai suoi operai ed agli altri lavoratori manuali ed intellettuali, ai suoi contadini e studenti, uomini e donne, bambini, anziani e cittadini di tutte le età, alfabetizzati o analfabeti, Cuba fu per la prima volta padrona del suo destino.

Se ho il raro privilegio di rivolgermi nuovamente a voi è perché avete visto in questo compatriota una persona che ha sempre detto la verità.

Non è un merito esserne onorato, ma un dovere sacro.

Trascorsa l'alba rimarrà indietro il 49° anno della Rivoluzione e entreremo pienamente nel 50° anno, che simbolizzerà il mezzo secolo di resistenza eroica.

Proclamiamo al mondo con orgoglio questo record che ci fa creditori del più giusto dei reclami: che si rispetti il diritto alla vita ed alla sana allegria della nostra Patria.


Per questo diritto lotteremo fino alla morte. Per i cubani, più di un secolo fa lo proclamò Martì: "Patria è umanità!"












Fidel Castro Ruz
Diciembre 31 de 2007
6 y 10 p.m.

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