venerdì 18 gennaio 2008

"Safari", il nuovo disco di Jovanotti


Oggi, 18 gennaio 2008, esce "Safari", il nuovo album di Lorenzo Jovanotti, un disco da tutti definito bellissimo, importante, diretto, emozionante, curatissimo. Un viaggio "avventurosissimo", il più bello dei suoi 20 anni di carriera: Jovanotti descrive così il suo nuovo album "Safari", frutto di otto mesi di lavoro, dedicato al fratello scomparso in ottobre."Questo disco è una grande soddisfazione per me, sono contentissimo perché non mi sarei mai aspettato di riuscire a fare un disco così bello", ha raccontato ai giornalisti lui, all'anagrafe Lorenzo Cherubini, presentando un album che in effetti i critici annoverano tra i migliori della sua carriera.
L'album vanta collaborazioni prestigiose, da Ben Harper, che suona la chitarra in "Fango", a Sergio Mendes, da Sly e Robbi (due grandissimi della musica jamaicana), a Giuliano Sangiorgi dei Negramaro.
Ah... come sono lontani i tempi di "Gimme five"! Ma ve lo ricordate? Disimpegnato e guascone, coi suoi rap in inglese maccheronico. I suoi cappellini, le sue felpe, le sue t-shirt, i suoi giubbotti andavano a ruba tra i teen agers degli anni '80. Gli anni passano, l’incontro con la cultura nera americana, la sua conversione politica in favore di un terzomondismo rivoluzionario. Da tanto tempo oramai, Jovanotti è impegnato nella battaglia per Cuba, per le cause della sinistra, e con canzoni dove al giovanilismo di un tempo si sostituisce l’impegno ideologico. Anche quest'ultimo disco, "Safari", arriva dopo un lungo viaggio di Lorenzo in Amazzonia. Sul sito ufficiale, http://www.soleluna.com/ , trovate uno speciale.
Ieri ho avuto modo di vedere il video di "Fango", il brano di punta dell’album. L'ho trovato straordinario, così come la canzone. Se tutto il cd è così, non c'è altro da aggiungere: bravo Lorenzo, io corro a comprarlo!

Fango - Jovanotti - Versione 2

Fango - Jovanotti - Versione 1

mercoledì 16 gennaio 2008

Hasta siempre

Che a Cuba, soprattutto tra le nuove generazioni, la figura di Fidel Castro non sia ben vista, non sono certo io il primo a dirlo. Sarebbe da ipocriti bendarsi gli occhi e far finta che non sia così. Sono altresì convinto che le ragioni di tale dissenso siano fragili e poco empiriche dal momento che si basano esclusivamente sulla propaganda vile e illusoria degli americani e dei milioni di turisti occidentali che ogni anno invadono Cuba, quasi sempre alla ricerca di sesso facile e poco inclini a nuove esperienze socio-culturali.
Su una figura però, i cubani, giovani e meno giovani, si ritrovano tutti d'accordo. E' il loro eroe, il simbolo della lotta a favore dei poveri del mondo, il comandante che non si arrende mai: Che Guevara. Non è un caso quindi che la canzone più famosa, la più eseguita, la più ascoltata, a Cuba sia "Hasta sempre". La si sente ovunque.
La versione originale è stata scritta e cantata dal compositore Carlos Puebla nel 1965, poco dopo la lettura della Carta de despedida del Che, quando Guevara è partito per la Bolivia. Puebla, come un menestrello, ha riassunto gli eventi principali della vita del Che nelle varie strofe: Sierra Maestra, battaglia di Santa Clara, amministrazione, partenza, eredità che lascia.
Qui di seguito, vi propongo il testo e ovviamente la canzone nella sua versione originale.

Hasta Siempre! Carlos Puebla
Aprendimos a quererte
desde la historica altura
donde el sol de tu bravura
le puso cerco a la muerte.

Aqui se queda la clara
la entranable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Tu mano gloriosa y fuerte
desde la historia dispara
cuando todo Santa Clara
se despierta para verte.

Aqui se queda la clara
la entranable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Quien es que mando la brisa
con sol esta primavera
para plantar la bandera
con la luz de tu sonrisa?

Aqui se queda la clara
la entranable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Tu amor revolucionario
te conduce a nueva empresa
donde esperan la firmeza
de tu brazo libertario.

Aqui se queda la clara
la entranable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Seguiremos adelante
como junto a ti seguimos
y con Fidel te decimos:
Hasta siempre, Comandante!

Carlos Puebla - Hasta Siempre Comandante Che Guevara

Bush: guerra al terrorismo nel mondo, ma...non a Cuba!

Non so quanti di voi conoscono la tragica vicenda di cui vi sto per parlare. Si sa, i media italiani e tutto l'apparato governativo sono da sempre ben attenti a filtrare e censurare tutte le informazioni che ci arrivano, nell'intento di plasmare il nostro pensiero sulla base dei loro interessi. Io confesso la mia ignoranza sull'argomento fino a che non ho deciso di fare il mio primo viaggio a Cuba: non che prima fossi facilmente "plasmabile", ero solo disinformato.

Lo sapevate che da oltre quarant’anni negli Stati Uniti vengono progettate, finanziate, promosse, favorite e attuate azioni terroristiche contro Cuba? Tali azioni vanno dall’invasione armata all’assassinio dei dirigenti della Rivoluzione, dagli attentati contro persone o beni alla diffusione di malattie epidemiche, dalle trasmissioni radio-televisive illegali che incitano a commettere atti criminali o di guerra, al finanziamento e all’addestramento di gruppi paramilitari per azioni armate sul territorio cubano. Tutto questo è o non è terrorismo?
Questa situazione ha avuto e continua ad avere un costo per Cuba. Finora i danni materiali ammontano a circa 54.000 milioni di dollari. Per i danni al popolo cubano non si possono fare stime in dollari: le 3.478 vittime o i 2099 feriti si possono solo contare e si può solo condividere il dolore arrecato alle famiglie e al popolo cubano.
Ma, ancora oggi, dopo la tragedia che l’11 settembre 2001 ha colpito il popolo degli Stati Uniti e dopo che il Governo degli Stati Uniti dichiara e attua una guerra mondiale prolungata e indefinita contro il terrorismo presentandola come una guerra umanitaria, per la libertà, la democrazia e i diritti violati, c’è una situazione paradossale che continua. A Miami, Florida, sono stati incarcerati cinque cittadini cubani che raccoglievano informazioni sui gruppi paramilitari e sulle attività della mafia cubano-americana, per prevenire atti di terrorismo e difendere il proprio popolo dalle aggressioni e dalla morte. L’accusa nei loro confronti è stata quella di avere messo in pericolo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. I giudici di Miami, condizionati dalla mafia della Fondazione Nazionale Cubano-Americana, hanno emesso questa sentenza: due ergastoli e 15 anni di carcere a Gerardo Hernandez; ergastolo a Ramón Labañino; ergastolo ad Antonio Guerrero; 19 anni di carcere a Fernando González; 15 anni di carcere a René González. Come se questo non bastasse, gli Stati Uniti hanno inserito Cuba nella lista degli 80 paesi che, secondo loro, hanno connivenze con il terrorismo: siamo arrivati alla situazione incredibile per cui negli Stati Uniti, dove da decenni si organizza il terrorismo contro Cuba con la complicità di apparati dello Stato (la C.I.A.) vengono condannati cittadini cubani che indagavano su piani terroristici e sono giudicati, dalla giustizia nordamericana, come terroristi. Ma la giustizia degli Stati Uniti, non accuserebbe e non condannerebbe mai un cittadino di qualunque paese che offrisse informazioni su azioni di terrorismo in preparazione contro di loro, o contro le proprie Ambasciate, o che potrebbero costare la vita di cittadini nordamericani.
A conferma delle mostruosità dell'amministrazione Bush, mentre in nome della lotta contro il terrorismo, centinaia di migliaia di persone sono morte in Iraq ed Afghanistan, ed altre –arbitrariamente detenute - sono torturate ad Abu Ghraib e a Guantánamo, il governo degli Stati Uniti protegge il più noto terrorista dell'emisfero occidentale, tenta di ingannare l'opinione pubblica con interminabili manovre pseudolegali e si rifiuta di giudicarlo per i suoi veri crimini. Sto parlando di Luis Posada Carriles. Questo criminale è stato accusato e sottoposto ad un giudizio incompiuto in Venezuela per l'attentato nel 1976 contro un aeroplano civile dove morirono settantatre persone. Dopo essere scappato dalle carceri venezuelane, nel 1982, ha lavorato al servizio della CIA per l'operazione conosciuta come "Contro-Iran" e nell'implementazione del genocida Piano Condor. Successivamente, nel 1997, preparò una serie di atti terroristici contro hotel di L'Avana – in uno dei quali perse la vita il giovane turista italiano Fabio Di Celmo - e, nel 2000, il progetto di attentato contro il presidente Fidel Castro all'Università di Panama. Questo, in sintesi, il suo curriculum vitae!
Nel marzo del 2005 Posada Carriles entrò illegalmente negli Stati Uniti. Solo dopo reiterate denunce pubbliche che rivelavano la presenza di questo criminale sul suo territorio, il governo di George W. Bush ha proceduto alla sua detenzione ed all'accusa ridicola per delitti migratori e per falsa attestazione, senza minimamente alludere al terrorismo.
Col trattamento concesso a Posada Carriles, le autorità nordamericane, incalzate dai gruppi estremisti cubani del sud della Florida, hanno messo in assoluta evidenza la doppia morale della propria guerra contro il terrorismo in nome della quale torturano, sequestrano e bombardano. Allo stesso tempo, come hanno denunciato numerosi fori internazionali ed istituzioni delle Nazioni Unite, cinque attivisti antiterroristi cubani rimangono ingiustamente imprigionati negli Stati Uniti, sottomessi, insieme ai loro parenti, ad un trattamento crudele e discriminatorio e Luis Posada Carriles (scontata la sua ridicola pena, frutto degli altrettanti ridicoli capi d'accusa nei suoi confronti!) se ne va nuovamente a spasso.
Le persone oneste, che alzano la loro voce contro la guerra nel mondo e contro il terrorismo, non possono non vedere in tutto ciò la prova inconfutabile della totale mancanza di etica dell'attuale governo di Washington.
Per questo, vi chiedo di sottoscrivere in massa, all'indirizzo http://www.porlajusticia.cu/ , la campagna per la liberazione dei 5 patrioti cubani illegalmente detenuti negli USA e per esigere che il governo degli Stati Uniti, in compimento dei suoi obblighi internazionali, processi Luis Posada Carriles per tutti i suoi crimini o risponda al sollecito di estradizione che ha fatto il Venezuela e che finora non ha ricevuto alcuna risposta.

martedì 15 gennaio 2008

Lula arriva a Cuba

Luis Ignacio Lula da Silva è arrivato a Cuba per la seconda volta da quando è Presidente del Brasile con un'agenda che tocca soprattutto la cooperazione economica e il dialogo politico fra i due paesi.
Secondo il programma ufficiale parlerà con Raùl Castro e parteciperà alla firma di accordi bilaterali che riguardano la costruzione di una fabbrica di oli lubrificanti a Cuba, l'esplorazione petrolifera del Golfo del Messico, la commercializzazione congiunta di vaccini e l'incremento della linea di credito da parte del Brasile per la vendita di alimenti all'isola caraibica.
Lula arriva a Cuba come Leader di un paese che aspira ad assumere un posto rilevante fra quelli che esportano petrolio dopo la scoperta, nell'Oceano Atlantico, di un giacimento dalla capacità stimata di 5-8 mila milioni di barili.
Il Governo Brasiliano ha annunciato l'interesse di Lula di incontrare anche Fidel Castro, ma l'incontro sarà ovviamente condizionato dallo stato di salute del Lider Maximo.
Oltre ai suoi incontri abituali con Chavez, Castro ha ricevuto, in questo ultimo anno, solo il cinese Wu Guanzehg, il leader comunista del Vietnam Nong Duc Manh e il presidente dell'Angola Josè Eduardo dos Santos.
Fidel Castro e Lula sono vecchi amici. La prima volta si sono incontrati a Managua nel 1980, nel primo anniversario della rivoluzione sandinista. Successivamente Lula andò a Cuba, nel 2001, come promotore attivo del Forum di San Paolo, il conclave dei partiti di sinistra organizzato fra la fine degli anni '90 e l'inzio di questo secolo.
Un nuovo incontro, questa volta privato, ci fu nel 2002 quando Lula, Leader del Partito dei Lavoratori, assunse la presidenza del Brasile. Un anno dopo torno sull'isola in visita ufficiale.
Nel 2005, quando la politica economica di Lula fu fortemente criticata anche dal suo stesso partito, Fidel, in un lungo discorso, ne assunse la difesa chiedendo a chi lo contestava di analizzare le alternative reali che aveva il Governo di Brasilia in campo economico.

lunedì 14 gennaio 2008

Cuba, si avvicinano le elezioni.

Domenica 20 gennaio a Cuba si svolgeranno le elezioni. Mediante voto diretto e segreto i cubani eleggeranno i leader dei Governi Provinciali e i Deputati dell'Assemblea Nazionale (AN). Questi ultimi selezioneranno tra loro, a marzo, il Capo dello Stato e del Governo Nazionale, incarichi che occupa Fidel Castro da sempre nella Cuba post-rivoluzionaria.
Ieri Ricardo Alarcòn ha chiamato il popolo cubano ad esercitare un voto unito come segnale di forza contro il governo degli Stati Uniti che ha quintuplicato le risorse destinate a finanziare l'opposizione interna al paese.
Fidel Castro, 81 anni, convalescente da una serie di interventi chirurgici, che ha ceduto il potere al fratello quasi un anno e mezzo fa, è nuovamente candidato ma non si sa se ha intenzione di farsi rieleggere Presidente o se aprirà la strada alle nuove generazioni come lui stesso ha più volte affermato.
La metà degli aspiranti ai due livelli direttivi sono assessori proposti dalle assemblee di quartiere ed eletti nelle consultazioni comunali dello scorso ottobre, l'altra metà, alla quale appartiene Castro ed altri leader storici della Rivoluzione, sono scelti da organizzazioni sociali vicine al Partito Comunista.
La opposizione ha invitato all'astensione o all'annullamento del voto scrivendo sulle schede frasi antigovernative. Nelle elezioni di inizio ottobre la affluenza al voto fu del 96.5% degli aventi diritto, il 3.93% delle schede sono risultate bianche, e il 3.08 erano nulle.
Per essere eletti i candidati devono ottenere il 50%+1 dei voti.
Io non so chi vincerà, se sarà confermato Fidel Castro o se davvero si aprirà una nuova epoca per l'isola... di una cosa sono certo: voglio una Cuba libera. Libera dagli assolutismi, libera dall'embargo, libera di autodeterminarsi come Nazione indipendente e sovrana.

domenica 13 gennaio 2008

Berlusconi: BASTA!!! W Zapatero!!!

La nuova uscita di Silvio Berlusconi mi ha fatto letteralmente uscire dai gangheri, giusto per usare un eufemismo.
In collegamento telefonico con la base del partito (uso volutamente la p minuscola) riunita a Roccaraso ha avuto il coraggio di esprimere grande disponibilità sulla collaborazione alla stesura della nuova legge elettorale (e fin qui tutto ok) ma..."Non potremmo trattare con forze politiche che mettessero in atto una decisione criminale come il disegno Gentiloni. Non ci sarebbe alcuna possibilità di dialogo con chi agisse in questo modo".
Per chi non lo sapesse il ddl Gentiloni riguarda l'assetto radiotelevisivo...in soldoni le parole del Berlusca vogliono dire: ok, vi do una mano a far passare la legge elettorale, sono anche disposto a cedere su alcuni punti ma GUAI se mi toccate le televisioni!!! Un ricatto vero e proprio.
E' arrivato il momento di dire BASTA.
E' arrivato il momento della legge sul conflitto di interessi.
E arrivato il momento di far riacquistare dignità al nostro paese.
E' arrivato il momento di tornare a dire "sono italiano" con orgoglio.
Basta con i ricatti, basta con le buffonate, basta con gli inciuci, basta con la politichetta da condominio...
Proprio oggi sul Corriere della Sera è uscita una bella intervista di fine mandato a Zapatero, se non verrà rieletto in Spagna lo voglio in Italia, è di questo che abbiamo bisogno, di un uomo con le palle che non si china di fronte ai poteri forti del Vaticano, degli Imprenditori, di nessuno. W Zapatero!!!

Il Malecon - L'Avana - Cuba

Il Malecòn è il lungomare de L'Avana, lungo 8 km, fu realizzato nel 1901 sotto l'amministrazione americana.
Fiancheggia completamente i quartieri del Vedado, di Centro Habana e de L'Habana Vieja. E' definita una delle strade più belle del mondo grazie agli edifici in stile coloniale che vi si affacciano, alcuni completamente restaurati, altri ancora fatiscenti, altri ancora con i lavori in corso.
E' il centro pulsante della città, di pomeriggio è colmo di famiglie che passeggiano, di sera e di notte di giovani che, sfruttando il parapetto per starsene seduti, "cazzeggiano" facendo musica, parlando, mangiando manì (le nostre arachidi) e bevendo ròn. La domenica mattina, quando c'e' bel tempo, è pieno di gente di tutte le età, soprattutto giovani, che ne approfittano per fare un bagno nelle acque cristalline che lo lambiscono. Una passeggiata sul Malecòn è un'esperienza assolutamente unica in qualsiasi momento della giornata.
Percorrendolo da est ad ovest si incontrano: l'hospital Hermanos Ameijeiras, il più moderno della città, il monumento dedicato ad Antonio Maceo, la Cascada (dove inizia la Rampa che porta direttamente alla gelateria Coppelia dove si gusta il gelato più buono della capitale e dove ha inizio il bellissimo film di Gutierrez "Fragola e cioccolato"), il monumento dedicato alla memoria delle vittime dell'esplosione della corazzata Maine (che diede inizio alla guerra degli Stati Uniti contro la Spagna 1898), l' Hotel Nacional, il più bello de L'Avana, la statua equestre di Calixto Garcia e gli hotel Cohiba e Riviera, costruiti di fronte a quella che vine e chiama la Fuente. Alla fine si trova la Chorrera, piccola torre sul mare nei cui giardini finisce il Malecòn.

sabato 12 gennaio 2008

Che Guevara - tre lettere prima di lasciare Cuba

Prima di lasciare Cuba per andare a fare la guerriglia in Bolivia con l'intento di vincere per poter portare la Rivoluzione anche in Argentina, sua terra natale, il Comandante Ernesto Che Guevara scrisse tre lettere da cui traspare tutta la sua umanità, il suo spirito rivoluzionario, la sua grandezza.
Le pubblico senza commenti perché sarebbero superflui.

Lettera ai figli
Cari Hildita, Aleidita, Camino, Celia e Ernesto:
Se leggerete questa lettera vorrà dire che io non sarò più fra di voi. Quasi non vi ricorderete di me e i più piccoli non ricorderanno nulla. Vostro padre è stato un uomo coerente e, sicuramente è stato leale con le sue convinzioni. Crescete come buoni rivoluzionari. Studiate molto per poter dominare la tecnica che permette di dominare la natura. Ricordate che l’importante e’ la rivoluzione e che ciascuno di noi, da solo, non vale niente. Soprattutto siate sempre capaci di sentire nel più profondo del vostro cuore qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo. Questa è la migliore qualità di un buon rivoluzionario. Hasta sempre figli miei, spero di vedervi ancora. Un bacio grande e un gran abbraccio da Papà.
Lettera ai genitori

Cari vecchi
Sento nuovamente sotto i miei talloni il costato di Ronzinante, torno al cammino con lo scudo al braccio. Sono passati quasi dieci anni da quando vi scrissi un’altra lettera di commiato. Da quello che ricordo mi lamentavo di non essere un soldato e un medico migliore; il secondo ormai non mi interessa più, come soldato invece non sono poi così male. Nell’essenza non è cambiato niente, ma sono molto più cosciente, il mio marxismo si è radicato e depurato. Credo nella lotta armata come unica soluzione per i popoli che lottano per liberarsi e sono coerente con il mio credo. Molti diranno che sono un avventuriero e in realtà lo sono ma di un tipo differente, di quelli che rischiano la propria pelle per dimostrare le proprie verità. Può essere che questa sia l’ultima. Non lo cerco però è nel calcolo delle probabilità. Se è così vi do il mio ultimo abbraccio. Vi ho voluto molto bene ma non ho saputo esprimere i miei sentimenti, sono molto rigoroso nelle mie azioni e temo che alcune volte non mi abbiate capito. E in effetti non era facile capirmi, credetemi almeno oggi. Adesso una volontà che ho levigato con meticolosità da artista sosterrà le gambe deboli e i polmoni stanchi. Lo farò. Ogni tanto ricordate questo piccolo condottiero del XX secolo. Un bacio a Celia, a Roberto, Juan Martin e Parrotin, A Beatriz, a tutti. Per voi un gran abbraccio dal figliol prodigo e recalcitrante. Ernesto.

Lettera a Fidel
Fidel,
in queste ore mi tornano in mente molte cose, quando ti ho conosciuto in casa di Maria Atonia, quando mi invitasti, tutta la tensione dei preparativi. Trascorremmo alcuni giorni chiedendoci chi si doveva avvisare in caso di morte, e la possibilità reale del fatto ci colpì a tutti. D’altra parte sapevamo che era sicuro che in una rivoluzione, se è genuina, o si trionfa o si muore. Molti compagni rimasero lontani dal cammino verso la vittoria.
Oggi tutto ha un tono meno drammatico perché siamo più maturi, però il fatto si ripete. Sento che ho compiuto la mia parte di dovere che mi legava alla Rivoluzione Cubana sul suo territorio e mi commiato da te, dai compagni, dal tuo popolo che è anche il mio.

Rinuncio formalmente agli incarichi nella direzione del Partito, al mio posto di Ministro, al mio grado di Comandante, alla mia condizione di Cubano. Niente di legale mi lega a Cuba, solo vincoli di altro tipo che non si possono rompere come le nomine.

Pensando alla mia vita passata credo di aver lavorato con sufficiente onorabilità e dedizione per consolidare il trionfo rivoluzionario. Il mio unico rimpianto di una certa gravità e di non aver confidato in te dai primi momenti della Sierra Maestra, e non aver compreso con sufficiente chiarezza le tue qualità di condottiero e di rivoluzionario. Ho vissuto giorni magnifici e al tuo fianco ho sentito l’orgoglio di appartenere al nostro popolo, nei giorni luminosi e in quelli tristi della crisi dei Carabi. Poche volte ha brillato un così alto statista come in questi giorni, mi inorgoglisco anche per averti seguito senza vacillare, identificandomi con il tuo modo di pensare, di vedere, di affrontare i pericoli ed i principi.

Altre parti del mondo reclamano la partecipazione dei miei modesti sforzi. Io posso fare quello che tu ti stai negando per la tua responsabilità nei confronti di Cuba, ed è arrivato il momento di separarci.

Sappi che lo faccio con un misto di allegria e dolore, qui lascio le mie speranze più pure di costruttore e i più amati fra i miei amati… e lascio un popolo che mi ha accettato come un figlio; questo lacera una parte della mia anima.
Nei nuovi campi di battaglia porterò la fede che mi hai inculcato, lo spirito rivoluzionario del mio popolo, la consapevolezza di compiere il più sacro dei doveri: lottare contro l’imperialismo ovunque sia, questo conforta e cura ampiamente qualsiasi ferita.

Dico ancora una volta che libero Cuba da qualsiasi responsabilità, salvo quella che emana dal tuo esempio. Se giunge l’ultima ora sotto altri cieli il mio ultimo pensiero sarà per questo popolo e, in modo particolare, per te. Ti ringrazio per i tuoi insegnamenti e per il tuo esempio al quale cercherò di essere fedele fino alle estreme conseguenze delle mie azioni. Confermo di essermi identificato sempre con la politica estera della nostra Rivoluzione, e continuo a farlo. Ovunque mi trovi sentirò la responsabilità di essere rivoluzionario Cubano, e come tale agirò. Non lascio ai miei figli né a mia moglie niente di materiale, senza rimpianto: sono contento che sia così. Non chiedo niente per loro, d'altronde lo Stato gli darà il sufficiente per vivere ed educarsi.

Avrei molte cose da dire a te e al nostro popolo, però sento che non sono necessarie, le parole non possono esprimere quello che vorrei, e non vale la pena imbrattare pagine.

Fino alla vittoria sempre. Patria o Morte!

Ti abbraccio con tutto il mio fervore rivoluzionario.

Che.
Traduzione di gà

Veltroni come Berlusconi: addio unioni civili


Cari italiani state tranquilli: la tanto osannata famiglia, tanto cara a papa Ratzinger, non corre pericoli. I DICO??? E chi ne sente più parlare! Tutto tace, insabbiata ogni traccia. Non che fossero questo grande capolavoro di civiltà, ma almeno sarebbe stato un inizio.

Intanto qualche giorno fa, giusto per fugare ogni dubbio ed evitare che a qualcuno vengano strani grilli per la testa, il consiglio comunale di Roma ha bocciato il registro delle unioni. E, udite udite, per colpa di chi? Proprio del Partito Democratico altrimenti detto PD, che ha scelto di non votare i provvedimenti della sua stessa maggioranza. Il sindaco Veltroni però non c'era, eh...era ufficialmente in Abruzzo!

Quindi, care coppie di fatto, etero, gay, lesbiche o trans che voi siate, che tanto speravate che PD potesse significare "Pari Diritti" per tutti, dovete rassegnarvi a tradurlo come il "Papa Decide", altrochè! La politica del PD è inopinabilmente ispirata dal Vaticano, nessuna concessione alla laicità dello stato.

In pratica, nessuna differenza tra Berlusconi e Veltroni. Forse Silvio antepone un pò di più i suoi interessi a quelli del Papa, ma non c'è dubbio che entrambi stanno ben attenti a non far torti al "Cupolone". Quello che non capisco è perchè in Italia c'è questa smania di creare tanti partiti. Perchè questi due non si mettono insieme invece di creare due partiti distinti per poi farci un bell'inciucio? Forse per lavarsi la coscienza dato che provengono da due storie agli antipodi? Ma dai ragazzi, che volete che sia, "scurdamuce u passat" e marciate dritti e fieri verso il futuro!

Tutto questo mentre dalla Francia arriva la notizia della prima concessione dell'autorità parentale per due donne lesbiche la cui unione era stata ufficializzata nel 2002 grazie ai Pacs. Entrambe sono diventate madri dopo essere ricorse alla fecondazione assistita. Dal momento che in Francia non è consentita l'adozione a coppie omosessuali, le due donne avevano fatto richiesta per ottenere l'autorità parentale congiunta e incrociata, motivandola con la necessità di poter prendere decisioni in caso di malattia o assenza o morte del genitore. E pensare che il governo Sarkozy è un governo di destra!

venerdì 11 gennaio 2008

Guantanamo, la X Ray Prison compie 6 anni

La base navale di Guantanamo è una porzione di territorio cubano occupata illegalmente dagli Stati Uniti fin dal 1901. In origine doveva essere una protezione per l'isola dai tentativi di conquista degli spagnoli ma col tempo si e' trasformato in un vero e proprio territorio occupato.
Nel 2002 su questo territorio è nato Camp Delta, la prigione di sicurezza ormai famosa per l'atrocità con cui vengono trattati i detenuti.
Oggi compie 6 anni ed in tutto il mondo si stanno svolgendo manifestazioni per chiederne la chiusura.
Amnesty International, col sostegno di oltre 1.200 parlamentari di ogni parte del mondo, ha presentato all'amministrazione statunitense un piano d'azione per porre fine alle detenzioni illegali nel contesto della 'guerra al terrore'.

Gli spot che seguono sono un po' forti...guardateli solo se non siete troppo impressionabili.

Spot Amnesty - Guantanamo Tortures

Chiudere Guantanamo, ora!

Il video di Amnesty International dello scorso anno prodotto da Fandango

La Llorona, leggenda messicana

La leggenda dice che la Llorona era un'indigena messicana innamorata di un hidalgo, un nobile, spagnolo del periodo coloniale. Avevano avuto tre figli pur non essendo sposati. Lui evitava di formalizzare l'unione ma andava spesso a visitarla. Dopo un po' di tempo tornò in Spagna perché i sui genitori gli avevano procurato una moglie del suo rango. Quando la andò a salutare la donna indigena reagì malissimo, impazzì, tanto che prese i figli e li uccise gettandoli nel fiume. Quando si rese conto di quello che aveva fatto morì di dolore.Da allora tutte le notti gira per le strade urlando i suoi lamenti (ay mis hijos!!!) ed e' diventata il simbolo della maternità distrutta che rappresenta il trauma della perdita delle origini dei popoli indigeni, la sottrazione dell'identità ad opera dei colonizzatori.E' rappresentata come una donna senza volto, o comunque con il volto coperto, a rappresentare questa privazione violenta, descrive la fine di un popolo e della perdita delle sue radici ma allo stesso tempo esprime la struggente incapacità di dimenticare.La Llorona è diventata una canzone interpretata in modo sublime da Chavela Vargas.Sulla musica e con la metrica di questo canto è stata scritta la Llorona de los estudiantes, canzone di protesta contro la guerra.

Chavela Vargas - La llorona

Chavela Vargas - La Llorona - Frida Kalo

The Argentine e Guerrilla, due film di Steven Soderbergh

La prossima stagione cinematografica vedrà l'uscita di due film di Steven Soderbergh (regista fra gli altri di Ocean's 11 - 12 -13, Intrigo a Berlino, Bubble) su Ernesto Che Guevara: The Argentine e Guerrilla.
Il primo affronta gli anni della rivoluzione, dallo sbarco del Gramma all'arrivo a L'Avana e alla fuga di Batista, mentre il secondo affronta gli ultimi anni del Che, dal suo viaggio a New York alla guerriglia in Bolivia dove venne tradito e ucciso dalla CIA nel 1967.
Gli attori scelti per interpretare i ruoli del Che e di Fidel sono Ignacio Del Toro e Demián Bichir e bisogna dire che dalle prime immagini pubblicate sembrano essere molto somiglianti ai due rivoluzionari. Le date precise dell'uscita dei film ancora non si conoscono ma si parla certamente del 2008.












Francesco Guccini Stagioni

Anche francesco Guccini ha Cantato Ernesto Che Guevara nel cd "Stagioni" del 2000.
La canzone ha lo stesso titolo dell'album e descrive la reazione dei giovani del 1967 quando hanno appreso la notizia della morte del Che.
In realtà in questa canzone Guccini canta i propri ricordi, descrive le proprie emozioni e lo fa in modo vivido, tangibile. Dice che di questa canzone ha scritto una strofa proprio nel 1967, podo dopo aver avuto la triste notizia, ma la mette via, non completa l'opera. Alla fine degli anni '90 la canta durante una festa in casa, con amici e piace subito a tutti. Qualche tempo dopo, durante un concerto, dopo aver visto alcuni ragazzi che indossavano una maglietta con l'immagine del Che decise di dedicare loro quella strofa. Racconta che venne giù il Palasport.
[...] "Tutti mi hanno detto che non sarebbe stato male finire la canzone. È stata dura: sono dovuto tornare indietro con un lungo flash-back, creando un parallelo tra quella generazione e questa [...] ho scritto questa canzone Perché sentivo il forte bisogno, in un momento in cui la sinistra è contestata e - soprattutto - contrastata, di riaffermare il mio credo [...] io sono di sinistra, non sono un reazionario, non mi sono arreso. Devo però ammettere che, se non fossi stato spinto, non avrei mai concluso Stagioni".

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