giovedì 31 gennaio 2008
Processo Sme, Berlusconi assolto "Il falso in bilancio non è più reato"

Io divento scemo su questa cosa, non riesco a capire come è possibile che la maggior parte degli italiani non comprenda che gran parte dell'attività politica e legislativa di Silvio Berlusconi sia volta a parare il suo stesso culo e quello dei suoi amici.
E' possibile che più della metà degli italiani abbia sugli occhi fette di prosciutto spesse quanto fiorentine?
E' possibile che mentre cammino per strada una prsona su due di quelle che incontro sia così tanto miope da non vedere le porcherie che ha fatto Berlusconi in 5 anni di governo?
E' possibile che in uno stato europeo, in una delle piu' antiche democrazie, in un paese civile, chi governa possa impunemente legiferare in suo favore?
E' possibile che il governo Prodi in quasi due anni di governo non sia riuscito a fare uno straccio di legge sul conflitto di interessi?
E' possibile che l'ennesimo processo contro Silvio Berlusconi si sia concluso con un nulla di fatto grazie ad una norma fatta da lui stesso?
Fra pochi mesi ce lo ritroveremo primo ministro, andrà nuovamente in giro per il mondo a rappresentarci con le sue buffonate, con le sue battute sceme, torneranno a riderci tutti dietro, l'economia pubblica tornerà a precipitare mentre le sue tasche torneranno a gonfiarsi sempre di più. Con buona pace della maggior parte degli italiani che lo avrà votato.
Io però divento scemo!
W Zapatero!!!
martedì 29 gennaio 2008
Quando Sanremo era Sanremo
Manca poco meno di un mese all'inizio di Sanremo 2008. Non che me ne freghi granchè, sono anni oramai che non vedo una puntata, mi è capitato a volte di cercarlo quando ormai era finito...e meno male! Lo trovo uno spettacolo triste e vecchio, una fucina di cantanti senza più speranza che invece di cambiar mestiere o andare in pensione, continuano ad ostinarsi alla ricerca di qualcosa, di un successo che non arriverà mai più.
Per che cavolo vi voglio parlare di Sanremo allora??? Semplicemente perchè ho dei bellissimi ricordi legati ai festival degli anni '80, secondo il mio modesto parere, i migliori anni di quello che era veramente un evento mediatico, oggi non più, inutile negarlo. Ricordo delle esibizioni pazzesche, strepitose, di Anna Oxa, Patty Pravo e Loredana Bertè. Già il fatto che ci fossero era garanzia di spettacolo, ognuna diversa dalle altre, ognuna con le sue stravaganze, ma tutte e tre accomunate da un fascino e da un carisma che solo le divine sono in grado di trasmettere. Sono tuttora un grande fan sia di Patty Pravo che della Bertè, la loro voce, la loro musica, il loro stile rimangono sempre inconfondibili. La mia grande delusione invece è la Oxa, l'ultima volta che l'ho vista in televisione sembrava la bambina demoniaca del film "The Ring". Per non parlare delle canzoni, è diventata veramente inascoltabile da quando qualche anno fa ha deciso di cambiare totalmente stile di vita e avvicinarsi a culti strani, ascetici o non so bene cosa. Qualcuno ha addirittura detto che sia diventata un'adepta di una setta satanica. Spero proprio di no, non fosse altro che per le grandi emozioni che mi trasmetteva già da bambino. I suoi cambiamenti di look, di vocalità e di stile musicale restano celebri nella storia del Festival. Proprio da lei, Anna Oxa, comincia la mia rassegna di esibizioni sanremesi anni '80 con cui ho deciso di ammorbarvi una tantum per il mese a venire.
Anno 1982, la Oxa canta 'Io no'. Biondissima, cotonata e truccatissima, un pò paffutella, ma comunque bellissima, una perfetta sintesi dei canoni estetici dell'epoca. La canzone non è un capolavoro, ma ricordo perfettamente l'urlo finale, grandioso, da far tremare i vetri di casa. Eccola qua su YouTube...mi raccomando non perdetevi il finale a tutto volume e aspettavi presto una nuova puntata di "Quando Sanremo era Sanremo"!
Per che cavolo vi voglio parlare di Sanremo allora??? Semplicemente perchè ho dei bellissimi ricordi legati ai festival degli anni '80, secondo il mio modesto parere, i migliori anni di quello che era veramente un evento mediatico, oggi non più, inutile negarlo. Ricordo delle esibizioni pazzesche, strepitose, di Anna Oxa, Patty Pravo e Loredana Bertè. Già il fatto che ci fossero era garanzia di spettacolo, ognuna diversa dalle altre, ognuna con le sue stravaganze, ma tutte e tre accomunate da un fascino e da un carisma che solo le divine sono in grado di trasmettere. Sono tuttora un grande fan sia di Patty Pravo che della Bertè, la loro voce, la loro musica, il loro stile rimangono sempre inconfondibili. La mia grande delusione invece è la Oxa, l'ultima volta che l'ho vista in televisione sembrava la bambina demoniaca del film "The Ring". Per non parlare delle canzoni, è diventata veramente inascoltabile da quando qualche anno fa ha deciso di cambiare totalmente stile di vita e avvicinarsi a culti strani, ascetici o non so bene cosa. Qualcuno ha addirittura detto che sia diventata un'adepta di una setta satanica. Spero proprio di no, non fosse altro che per le grandi emozioni che mi trasmetteva già da bambino. I suoi cambiamenti di look, di vocalità e di stile musicale restano celebri nella storia del Festival. Proprio da lei, Anna Oxa, comincia la mia rassegna di esibizioni sanremesi anni '80 con cui ho deciso di ammorbarvi una tantum per il mese a venire.
Anno 1982, la Oxa canta 'Io no'. Biondissima, cotonata e truccatissima, un pò paffutella, ma comunque bellissima, una perfetta sintesi dei canoni estetici dell'epoca. La canzone non è un capolavoro, ma ricordo perfettamente l'urlo finale, grandioso, da far tremare i vetri di casa. Eccola qua su YouTube...mi raccomando non perdetevi il finale a tutto volume e aspettavi presto una nuova puntata di "Quando Sanremo era Sanremo"!
Etichette:
Anna Oxa,
Loredana Bertè,
Patty Pravo,
Sanremo
lunedì 28 gennaio 2008
Hamzeh e Loghman: due giovani iraniani che si amano e che per questo rischiano la pena di morte.
Hamzeh Chavi e Loghman Hamzehpour sono stati arrestati nell'Azerbaijan iraniano il 23 gennaio scorso con l'accusa "mohareb", ovvero nemico di Allah, e "lavat", ovvero sodomia. Ora rischiano la forca perché il codice penale iraniano è molto duro nei confronti di chi commette questi "reati". Dopo l'arresto hanno subito torture fisiche e psicologiche e dopo aver confessato il loro amore sono stati rinviati a giudizio.
Hamzeh e Loghman non sono l'unico esempio di barbarie commesse dal governo iraniano contro questo tipo di reati. Il 5 dicembre 2007 un ragazzo innocente è stato martirizzato dal regime di Teheran e poi giustiziato sulla forca. E come dimenticare Pegah Emambakhsh, lesbica iraniana attualmente rifugiatasi nel Regno Unito, in attesa del giudizio in appello, che rischia di essere deportata in Iran verso la tortura e la lapidazione.
Every One, Gruppo per la Cooperazione Internazionale sulla Cultura dei Diritti Umani ha lanciato una petizione on line.....firmiamola tutti!
Etichette:
diritti civili,
every one,
gay,
Hamzeh Chavi,
Iran,
lesbiche,
Loghman Hamzehpour,
pena di morte,
petizione
domenica 27 gennaio 2008
Cuffaro-Berlusconi: la coppia scoppia per necessità contingenti


Notizia di ieri: Cuffaro, governatore (a questo punto oramai ex!) della Sicilia, si è dimesso. Per i pochi che ancora non lo sapessero, qualche giorno fa, il signor "padrino" è stato condannato a 5 anni di reclusione per favoreggiamento alla mafia. Ma, con la sua faccia di bronzo, ha pensato bene, appoggiato e sostenuto da un altro che con la mafia ha molto da spartire ( Silvio Berlusconi) di rimanere al suo posto e non solo. Ha anche festeggiato a base di champagne e cannoli siciliani per aver preso solo 5 anni e minimizzando il reato per cui è stato condannato: in fondo si tratta solo di favoreggiamento, mica è colluso!
Passano pochi giorni, cade il governo Prodi e Cuffaro si dimette. Non vi nascondo che la cosa mi puzza assai. Secondo voi, ha avuto un'improvvisa crisi di coscienza??? Io non ci credo affatto. Quello che penso invece è che, il nano malefico (Silvio Berlusconi), dopo gli avvenimenti degli ultimi giorni, annusi oramai troppo da vicino le elezioni e il ritorno al potere e abbia obbligato il "povero" Cuffaro a dimettersi, onde eliminare, almeno in questo delicato momento, un personaggio sconveniente dalla sua coalizione. Tanto per fugare agli italiani qualsiasi dubbio sulla sua integrità morale!
Secondo voi, sono malpensante o ci vedo lontano? Aspetto i vostri pareri!
Obama sfonda in South Carolina e doppia Hillary Clinton... che l'America si stia svegliando???
Marmar dice che sono fazioso perchè quando Obama perde non scrivo nulla e quando scrivo qualcosa uso foto non rispettose della par condicio. Mi paragona ad Emilio Fede. Mi sa che ha ragione, ma che ci posso fare se la Hillary mi sta sulle scatole?
Vabbeh, torniamo ai fatti.
In south Carolina il senatore nero dell'Illinois ha totalizzato il 55% dei voti praticamente doppiando la Clinton che è riuscita a raggranellare un misero 27%.
Mentre Obama si presentava ai suoi sostenitori per commentare il risultato, la Cnn ha annunciato che Caroline Kennedy, figlia di John, è scesa in campo per sostenerlo con un editoriale pubblicato sul New York Times.

Ha detto che i suoi motivi sono "patriottici, politici e personali" e che "gli americani hanno bisogno di un cambiamento della leadership del paese".
Ha concluso il pezzo scrivendo "Non c'è mai stato un presidente che mi ispirasse nel modo in cui le persone mi dicono facesse mio padre. Ma per la prima volta credo di aver trovato l'uomo che potrebbe diventare quel presidente, non solo per me, ma per una nuova generazione di Americani".
Obama nel suo comizio di commento ai risultati ha detto che in South Carolina "il futuro ha vinto sul passato" e che"La scelta in queste elezioni non è di razza, religione, sesso, non è di ricchi contro poveri, neri contro bianchi. È di passato verso futuro".
Nel frattempo la povera Hillary faceva un lungo comizio a Nashville (Tennessee) sfiorando appena l'argomento della pesante sconfitta subita in South Carolina.
Se dovesse vincere Obama riuscirei a tollerare un pochino meglio l'ormai imminente ed inevitabile ritorno del Malefico Nano alla Presidenza del Consiglio in Italia.
Che Dio ce la mandi buona!!!!
Etichette:
Barack Obama,
Caroline Kennedy,
Hillary Clinton,
John Kennedy
venerdì 25 gennaio 2008
Amen: nuovo disco per i Baustelle e suggello finale per il governo Prodi
Mai giorno fu più propizio per far uscire un disco dal titolo "Amen". Sì, proprio così, "Amen" è il nuovo cd dei Baustelle, lo potete ascoltare in anteprima sul sito della Worner Music Italia (http://baustelle.warnermusic.it/), l'uscita ufficiale nei negozi è prevista per l'1 febbraio. Sembra fatto apposta per suggellare una fine ed oggi l'unica fine che mi viene in mente è quella del governo Prodi. Sono ancora schifato dalle immagini viste ieri al Senato: svenimenti, insulti, champagne per festeggiare l'uscita di scena di un uomo che con tutti i suoi difetti, è stato coerente e corretto fino alla fine " In democrazia i governi nascono e muoiono in Parlamento" così ha detto (e non certo per una conferenza stampa di un ministro corrotto e dimissionario, aggiungo io!). Credo che l'Italia si meriti proprio il ritorno di Berlusconi, visti i rappresentanti del popolo che è in grado di esprimere. Io, una soluzione credo di averla trovata, prima o poi emigrerò fuori da questi maledetti confini nazionali, sono veramente stufo.
Fatta questa doverosa premessa, torniamo ai Baustelle che tanto mi piacciono. Sinceramente non li conosco da molto tempo, l'unico album che ho è "La Malavita" e lo trovo bellissimo. Canzoni come 'La guerra è finita', 'Il corvo Joe', 'I provinciali', 'A vita bassa', 'Un romantico a Milano' le trovo semplicemente straordinarie, uno spaccato vero e crudo di vita quotidiana italiana.Quest'ultimo "Amen" non ho ancora avuto modo di ascoltarlo, ma se ricalcasse anche in minima parte le orme del precedente, già per questo ne vale la pena comprarlo.
Etichette:
Amen,
Baustelle,
Berlusconi,
La malavita,
Prodi
mercoledì 23 gennaio 2008
Hoyo colorao - da Cuba contro la Guerra
Hoyo Colorao è una band cubana che suona musica soprattutto rap ma anche son e musica trovadorica. Il loro pezzo più famoso è "Di que no" nel cui video, trasmesso più volte dalla televisione cubana, troviamo un insieme di dolore, umorismo e creatività.Il testo, indubbiamente di matrice rivoluzionaria, lancia un grido di pace e di speranza al mondo.
Negli ultimi anni l'urlo del rap contro la guerra è cresciuto di pari passo con l'aumento dell'intensità delle aggressioni imperialiste degli Stati Uniti. I rapper cubani non hanno fatto eccezione.
Hoyo Colorao era una pozza di fango che bloccava la strada che da Vueltabajo, zona di produzione del tabacco, arrivava alla capitale. In questo punto si bloccavano i carri carichi delle preziose foglie e i viandanti, i trasportatori, lo presero come punto di riferimento. Hoyo Colorao divenne anche il nome dell'insediamento urbano vicino a questa palude e che successivamente venne chiamato Bauta. La band ha scelto di chiamarsi Hoyo Colorao in omaggio a questa storia, per il risentimento del popolo di questa terra nei confronti del cambio del nome della città.
Hoyo colorado - Di que no
Hace tiempo que estoy viendo que este mundo está patas pa´rriba,
la gente paga con su sangre el precio de la vida,
los niños lloran,
porque el hambriento no tiene salida,
y mueren bajo el fuego de la “tierra prometida”.
Los ricos dividiendo a cañonazos el planeta
con la supremacía blanca a punta de escopeta.
Atacando bastiones, religiones y profetas
en nombre de una paz con metralleta.
Y están televisando lo que pasa,
están llevando el odio a los rincones de tu casa,
están haciendo un show con el abuso y la matanza,
están midiendo el rating criminal de la venganza.
Ahora que el mundo ha cambiado,
que los asesinos quieren a la gente.
Ahora que están atacando a los niños con bombas más “inteligentes”.
Ahora que corre la sangre en nombre de la paz,
ahora que hay “fuego amigo”.
Ahora que dice la tele que todos los pobres somos enemigos.
Di que no... La guerra no puede seguir.
Di que no... Los niños no deben morir.
Di que no... Un “No a la guerra” hermano,
juntando nuestras manos, soñemos con el porvenir
Yo pensé que era Nintendo aquello que yo estaba viendo.
En la pantalla de mi Panda la gente estaba muriendo.
Vi un indigente llorando y un presidente mintiendo,
la guerra comenzando, vi par de bombas cayendo,
continentes protestando, policías reprimiendo,
la bolsa tambaleando y el petróleo va subiendo.
Vi un terrorista gozando y cinco jóvenes sufriendo,
todo un pueblo luchando, pero otro pueblo muriendo.
Vi los ojos de aquel niño que las tropas han mata´o,
por estar en el momento y el lugar equivoca´o.
Ahora que el mundo ha cambiado,
que los asesinos quieren a la gente.
Ahora que están atacando a los niños con bombas más “inteligentes”.
Ahora que corre la sangre en nombre de la paz,
ahora que hay “fuego amigo”.
Ahora que dice la tele que todos los pobres somos enemigos.
Di que no... La guerra no puede seguir.
Di que no... Los niños no deben morir.
Di que no... Un “No a la guerra” hermano,
juntando nuestras manos, soñemos con el porvenir
Convenciones y tratados que han echado por el caño del lavabo,
comisiones que han buscado pero que no han encontrado.
Consejos divididos, todo un pueblo amenazado.
Estoy frente a la tele saturado
de boletas que se compran y se venden por montones,
de la manipulación que hay con las opiniones.
Cowboy hijo de papi que compró las elecciones.
De toda esta candanga ya estoy hasta los cojones.
Di que no, y ponte en 3 y 2 con to´esa gente
que quiere llenar el tanque sacrificando inocentes.
Di que no, porque el chamaco tuyo puede ser
el que salió en primera plana, esta mañana, muerto´e bala.
¡Di que no!
La guerra no puede seguir.
Di que no... Los niños no deben morir.
Di que no... Un “No a la guerra” hermano,
juntando nuestras manos, soñemos con el porvenir
¡Di que no!
¡Di que no!
¡Di que no!
¡No!
Etichette:
Bauta,
Di que no,
Hoyo Colorado,
Rap,
Son,
Stati Uniti,
Tabacco
martedì 22 gennaio 2008
Mastella: hasta la "poltrona" siempre!

Ci siamo: dopo mesi di tira e molla, dopo meno di 2 anni di agonia, il governo Prodi sembra proprio arrivato al capolinea. Povero Mastella, proprio non ha retto più a stare con l'attuale maggioranza! Se ne va per la mancata solidarietà da parte dei leader del Centrosinistra, dopo l'ennesima vicenda che vede indagato lui, sua moglie e il 90% dei dirigenti del suo micro-partito a conduzione familiare, per corruzione, concussione e quant'altro in Campania.
Bhè, però qualcuno ne ha dimostrata tanta di solidarietà al povero Mastella: Silvio Berlusconi, ovviamente! Sarà per questo destino comune di perenni perseguitati dai giudici comunisti e mangiabambini, ma Silvio non ha mancato di far sentire il proprio appoggio all'ormai ex Ministro guardasigilli. Ma poi, (mi vengono i brividi solo se ci penso!), un pluriindagato Ministro della Giustizia...veramente una barzelletta tutta italiana! Per mia natura, sono un garantista convinto, un indagato rimane innocente fino a prova contraria, ma sono decenni che circolano voci, illazioni, pettegolezzi, chiacchere (chiamateli come volete!) su Mastella. C'era proprio bisogno, caro Prodi, di nominarlo Ministro della Giustizia? Non era più adatto un Di Pietro, se non altro per una conoscenza molto più approfondita della materia? E magari, visto che proprio non se na poteva fare a meno, assegnare un'altra poltroncina a Mastella, una più consona al suo curriculum vitae?
Tanto oramai è inutile parlarne, la maggioranza di Centrosinistra non c'è più, all'orizzonte nessuna nuova legge elettorale, nessuna legge sul conflitto di interessi, i DICO manco a parlarne, gli stipendi sempre uguali e con sempre meno potere d'acquisto. E pensare che proprio ora i conti pubblici cominciavano ad essere risanati dopo i disastri dei governi precedenti e magari qualche risorsa in più da redistribuire al Paese c'era pure!
Il ritorno di Berlusconi al governo sembra inevitabile, con tutti i suoi dictat, i suoi veti, le leggi ad personam, le figuracce internazionali. La mia solidarietà, caro Mastella, va a chi, come me, è costretto a campare con 1000 euro al mese, me ne frega altamente della tua vicenda personale, di tua moglie, della tua famiglia e del tuo partito. Se, come sostengono i giudici, avete rubato e corrotto e, dato il vostro ruolo istituzionale, lo avete fatto sulle spalle della povera gente, sarebbe giusto che finalmente pagaste e magari risarciste il Paese delle vostre malefatte: chissà quante risorse da redistribuire salterebbero fuori!
Sono altresì convinto che, come sempre in Italia, questa vicenda si sgonfierà come una bolla di sapone, ai giudici verrà tappata la bocca e...scommettiamo che ci ritroviamo Mastella nel prossimo governo di Centrodestra? 'Hasta la "poltrona" siempre', caro Clemente, alla faccia di quell'illuso di Che Guevara!
P.S.: la battuta 'hasta la poltrona siempre' non è mia, l'ho letta tra i commenti ad un post di Spetteguless (http://www.spetteguless.blogspot.com/). Chiedo scusa a Lovestoned, il vero autore. Non era mia intenzione copiare, ma l'ho trovata geniale...considera il post un attestato di stima e complimenti nei tuoi confronti.
Etichette:
Berlusconi,
Centrodestra,
Centrosinistra,
Che Guevara,
conflitto d'interessi,
DICO,
governo,
legge elettorale,
Mastella,
Prodi
domenica 20 gennaio 2008
Oggi si vota a Cuba
Più di otto milioni di cubani sono chiamati oggi per eleggere i 614 deputati dell'Assemblea Nazionale che si riunirà antro 45 giorni per nominare i 31 dirigenti del Consiglio di Stato che, a loro volta, investiranno il Presidente, i Ministri e le altre cariche pubbliche.
Sono le elezioni più importanti dell'Isola dal 1959, anno del trionfo della Rivoluzione. Più del 60% dei candidati sono nati dopo questa data e non hanno visto la dittatura di Batista, molti in quegli anni erano solo dei bambini.
Che ruolo avrà Fidel Castro nel futuro Parlamento cubano?
Questa è la grande domanda che tutti si pongono soprattutto dopo che, nell'ultima "riflessione", Fidel ha ammesso di non avere forze sufficienti per parlare, e per questo scrive.
Assumerà un ruolo di leadership più carismatica che esecutiva?
Si farà completamente da parte per dare davvero spazio alle nuove generazioni?
Raul Castro, dopo avere esercitato il suo diritto di voto, ha dichiarato che questa tornata elettorale costituisce una tappa complessa "nella quale dovremo confrontarci con situazioni differenti e prendere decisioni importanti".
Il paese ha bisogno di urgenti cambiamenti nel sistema economico e sociale e dalle ultime dichiarazioni sia di Raul che di Fidel Castro sembra che se ne rendano conto anche loro.
Queste innovazioni, però devvono essere fatte dall'interno, senza ingerenze e senza violenza.
Noi siamo arrivati a Madrid pochi giorni dopo gli attentati di Atocha, in pieno periodo elettorale, quando vinse Zapatero. Fu un viaggio indimenticabile. Abbiamo parteciapto alle manifestazioni contro Aznar di fronte alla sede del PPE, abbiamo urlato slogan e portato striscioni. Pensavamo di trovare un paese in lutto ed invece abbiamo trovato una città piena di voglia di fare, di cambiare, di dare una svolta.
Ora arriviamo a Cuba, per la terza volta, proprio il 6 di marzo, giorno in cui scadono i 45 giorni che ha il Parlamento per eleggere il Consiglio di Stato ed il Presidente.
Comunque vadano le cose ci troveremo a L'Avana in un momento storico: sarà l'ultimo mandato di Fidel (81 anni e in precarie condizioni di salute non può che essere l'ultimo)o il primo anno di Cuba senza di lui?
Siamo trepidanti, non vediamo l'ora di vedere cosa troveremo. Ci saranno manifestazioni e comizi, bagni di folla e festeggiamenti....e noi saremo lì!!!
Etichette:
Aznar,
Cuba,
Fidel Castro,
Fulgencio Batista,
L'Avana,
Madrid,
Raul Castro,
Zapatero
venerdì 18 gennaio 2008
"Safari", il nuovo disco di Jovanotti

Oggi, 18 gennaio 2008, esce "Safari", il nuovo album di Lorenzo Jovanotti, un disco da tutti definito bellissimo, importante, diretto, emozionante, curatissimo. Un viaggio "avventurosissimo", il più bello dei suoi 20 anni di carriera: Jovanotti descrive così il suo nuovo album "Safari", frutto di otto mesi di lavoro, dedicato al fratello scomparso in ottobre."Questo disco è una grande soddisfazione per me, sono contentissimo perché non mi sarei mai aspettato di riuscire a fare un disco così bello", ha raccontato ai giornalisti lui, all'anagrafe Lorenzo Cherubini, presentando un album che in effetti i critici annoverano tra i migliori della sua carriera.
L'album vanta collaborazioni prestigiose, da Ben Harper, che suona la chitarra in "Fango", a Sergio Mendes, da Sly e Robbi (due grandissimi della musica jamaicana), a Giuliano Sangiorgi dei Negramaro.
Ah... come sono lontani i tempi di "Gimme five"! Ma ve lo ricordate? Disimpegnato e guascone, coi suoi rap in inglese maccheronico. I suoi cappellini, le sue felpe, le sue t-shirt, i suoi giubbotti andavano a ruba tra i teen agers degli anni '80. Gli anni passano, l’incontro con la cultura nera americana, la sua conversione politica in favore di un terzomondismo rivoluzionario. Da tanto tempo oramai, Jovanotti è impegnato nella battaglia per Cuba, per le cause della sinistra, e con canzoni dove al giovanilismo di un tempo si sostituisce l’impegno ideologico. Anche quest'ultimo disco, "Safari", arriva dopo un lungo viaggio di Lorenzo in Amazzonia. Sul sito ufficiale, http://www.soleluna.com/ , trovate uno speciale.
Ieri ho avuto modo di vedere il video di "Fango", il brano di punta dell’album. L'ho trovato straordinario, così come la canzone. Se tutto il cd è così, non c'è altro da aggiungere: bravo Lorenzo, io corro a comprarlo!
Ah... come sono lontani i tempi di "Gimme five"! Ma ve lo ricordate? Disimpegnato e guascone, coi suoi rap in inglese maccheronico. I suoi cappellini, le sue felpe, le sue t-shirt, i suoi giubbotti andavano a ruba tra i teen agers degli anni '80. Gli anni passano, l’incontro con la cultura nera americana, la sua conversione politica in favore di un terzomondismo rivoluzionario. Da tanto tempo oramai, Jovanotti è impegnato nella battaglia per Cuba, per le cause della sinistra, e con canzoni dove al giovanilismo di un tempo si sostituisce l’impegno ideologico. Anche quest'ultimo disco, "Safari", arriva dopo un lungo viaggio di Lorenzo in Amazzonia. Sul sito ufficiale, http://www.soleluna.com/ , trovate uno speciale.
Ieri ho avuto modo di vedere il video di "Fango", il brano di punta dell’album. L'ho trovato straordinario, così come la canzone. Se tutto il cd è così, non c'è altro da aggiungere: bravo Lorenzo, io corro a comprarlo!
Etichette:
Amazzonia,
Ben Harper,
Cuba,
Giuliano Sangiorgi,
Lorenzo Jovanotti,
Negramaro,
Safari,
Sergio Mendes,
Sly e Robby
mercoledì 16 gennaio 2008
Hasta siempre
Che a Cuba, soprattutto tra le nuove generazioni, la figura di Fidel Castro non sia ben vista, non sono certo io il primo a dirlo. Sarebbe da ipocriti bendarsi gli occhi e far finta che non sia così. Sono altresì convinto che le ragioni di tale dissenso siano fragili e poco empiriche dal momento che si basano esclusivamente sulla propaganda vile e illusoria degli americani e dei milioni di turisti occidentali che ogni anno invadono Cuba, quasi sempre alla ricerca di sesso facile e poco inclini a nuove esperienze socio-culturali.
Su una figura però, i cubani, giovani e meno giovani, si ritrovano tutti d'accordo. E' il loro eroe, il simbolo della lotta a favore dei poveri del mondo, il comandante che non si arrende mai: Che Guevara. Non è un caso quindi che la canzone più famosa, la più eseguita, la più ascoltata, a Cuba sia "Hasta sempre". La si sente ovunque.
La versione originale è stata scritta e cantata dal compositore Carlos Puebla nel 1965, poco dopo la lettura della Carta de despedida del Che, quando Guevara è partito per la Bolivia. Puebla, come un menestrello, ha riassunto gli eventi principali della vita del Che nelle varie strofe: Sierra Maestra, battaglia di Santa Clara, amministrazione, partenza, eredità che lascia.
Qui di seguito, vi propongo il testo e ovviamente la canzone nella sua versione originale.
Hasta Siempre! Carlos Puebla
Aprendimos a quererte
desde la historica altura
donde el sol de tu bravura
le puso cerco a la muerte.
Aqui se queda la clara
la entranable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
Tu mano gloriosa y fuerte
desde la historia dispara
cuando todo Santa Clara
se despierta para verte.
Aqui se queda la clara
la entranable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
Quien es que mando la brisa
con sol esta primavera
para plantar la bandera
con la luz de tu sonrisa?
Aqui se queda la clara
la entranable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
Tu amor revolucionario
te conduce a nueva empresa
donde esperan la firmeza
de tu brazo libertario.
Aqui se queda la clara
la entranable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
Seguiremos adelante
como junto a ti seguimos
y con Fidel te decimos:
Hasta siempre, Comandante!
Su una figura però, i cubani, giovani e meno giovani, si ritrovano tutti d'accordo. E' il loro eroe, il simbolo della lotta a favore dei poveri del mondo, il comandante che non si arrende mai: Che Guevara. Non è un caso quindi che la canzone più famosa, la più eseguita, la più ascoltata, a Cuba sia "Hasta sempre". La si sente ovunque.
La versione originale è stata scritta e cantata dal compositore Carlos Puebla nel 1965, poco dopo la lettura della Carta de despedida del Che, quando Guevara è partito per la Bolivia. Puebla, come un menestrello, ha riassunto gli eventi principali della vita del Che nelle varie strofe: Sierra Maestra, battaglia di Santa Clara, amministrazione, partenza, eredità che lascia.
Qui di seguito, vi propongo il testo e ovviamente la canzone nella sua versione originale.
Hasta Siempre! Carlos Puebla
Aprendimos a quererte
desde la historica altura
donde el sol de tu bravura
le puso cerco a la muerte.
Aqui se queda la clara
la entranable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
Tu mano gloriosa y fuerte
desde la historia dispara
cuando todo Santa Clara
se despierta para verte.
Aqui se queda la clara
la entranable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
Quien es que mando la brisa
con sol esta primavera
para plantar la bandera
con la luz de tu sonrisa?
Aqui se queda la clara
la entranable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
Tu amor revolucionario
te conduce a nueva empresa
donde esperan la firmeza
de tu brazo libertario.
Aqui se queda la clara
la entranable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
Seguiremos adelante
como junto a ti seguimos
y con Fidel te decimos:
Hasta siempre, Comandante!
Etichette:
Carlos Puebla,
Che Guevara,
Cuba,
Fidel Castro,
Hasta siempre
Bush: guerra al terrorismo nel mondo, ma...non a Cuba!
Non so quanti di voi conoscono la tragica vicenda di cui vi sto per parlare. Si sa, i media italiani e tutto l'apparato governativo sono da sempre ben attenti a filtrare e censurare tutte le informazioni che ci arrivano, nell'intento di plasmare il nostro pensiero sulla base dei loro interessi. Io confesso la mia ignoranza sull'argomento fino a che non ho deciso di fare il mio primo viaggio a Cuba: non che prima fossi facilmente "plasmabile", ero solo disinformato.
Lo sapevate che da oltre quarant’anni negli Stati Uniti vengono progettate, finanziate, promosse, favorite e attuate azioni terroristiche contro Cuba? Tali azioni vanno dall’invasione armata all’assassinio dei dirigenti della Rivoluzione, dagli attentati contro persone o beni alla diffusione di malattie epidemiche, dalle trasmissioni radio-televisive illegali che incitano a commettere atti criminali o di guerra, al finanziamento e all’addestramento di gruppi paramilitari per azioni armate sul territorio cubano. Tutto questo è o non è terrorismo?
Questa situazione ha avuto e continua ad avere un costo per Cuba. Finora i danni materiali ammontano a circa 54.000 milioni di dollari. Per i danni al popolo cubano non si possono fare stime in dollari: le 3.478 vittime o i 2099 feriti si possono solo contare e si può solo condividere il dolore arrecato alle famiglie e al popolo cubano.
Ma, ancora oggi, dopo la tragedia che l’11 settembre 2001 ha colpito il popolo degli Stati Uniti e dopo che il Governo degli Stati Uniti dichiara e attua una guerra mondiale
prolungata e indefinita contro il terrorismo presentandola come una guerra umanitaria, per la libertà, la democrazia e i diritti violati, c’è una situazione paradossale che continua. A Miami, Florida, sono stati incarcerati cinque cittadini cubani che raccoglievano informazioni sui gruppi paramilitari e sulle attività della mafia cubano-americana, per prevenire atti di terrorismo e difendere il proprio popolo dalle aggressioni e dalla morte. L’accusa nei loro confronti è stata quella di avere messo in pericolo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. I giudici di Miami, condizionati dalla mafia della Fondazione Nazionale Cubano-Americana, hanno emesso questa sentenza: due ergastoli e 15 anni di carcere a Gerardo Hernandez; ergastolo a Ramón Labañino; ergastolo ad Antonio Guerrero; 19 anni di carcere a Fernando González; 15 anni di carcere a René González. Come se questo non bastasse, gli Stati Uniti hanno inserito Cuba nella lista degli 80 paesi che, secondo loro, hanno connivenze con il terrorismo: siamo arrivati alla situazione incredibile per cui negli Stati Uniti, dove da decenni si organizza il terrorismo contro Cuba con la complicità di apparati dello Stato (la C.I.A.) vengono condannati cittadini cubani che indagavano su piani terroristici e sono giudicati, dalla giustizia nordamericana, come terroristi. Ma la giustizia degli Stati Uniti, non accuserebbe e non condannerebbe mai un cittadino di qualunque paese che offrisse informazioni su azioni di terrorismo in preparazione contro di loro, o contro le proprie Ambasciate, o che potrebbero costare la vita di cittadini nordamericani.
A conferma delle mostruosità dell'amministrazione Bush, mentre in nome della lotta contro il terrorismo, centinaia di migliaia di persone sono morte in Iraq ed Afghanistan, ed altre –arbitrariamente detenute - sono torturate ad Abu Ghraib e a Guantánamo, il governo degli Stati Uniti protegge il più noto terrorista dell'emisfero occidentale, tenta di ingannare l'opinione pubblica con interminabili manovre pseudolegali e si rifiuta di giudicarlo per i suoi veri crimini. Sto parlando di Luis Posada Carriles. Questo criminale è stato accusato e sottoposto ad un giudizio incompiuto in Venezuela per l'attentato nel 1976 contro un aeroplano civile dove morirono settantatre persone. Dopo essere scappato dalle carceri venezuelane, nel 1982, ha lavorato al servizio della CIA per l'operazione conosciuta come "Contro-Iran" e nell'implementazione del genocida Piano Condor. Successivamente, nel 1997, preparò una serie di atti terroristici contro hotel di L'Avana – in uno dei quali perse la vita il giovane turista italiano Fabio Di Celmo - e, nel 2000, il progetto di attentato contro il presidente Fidel Castro all'Università di Panama. Questo, in sintesi, il suo curriculum vitae!
Nel marzo del 2005 Posada Carriles entrò illegalmente negli Stati Uniti. Solo dopo reiterate denunce pubbliche che rivelavano la presenza di questo criminale sul suo territorio, il governo di George W. Bush ha proceduto alla sua detenzione ed all'accusa ridicola per delitti migratori e per falsa attestazione, senza minimamente alludere al terrorismo.
Col trattamento concesso a Posada Carriles, le autorità nordamericane, incalzate dai gruppi estremisti cubani del sud della Florida, hanno messo in assoluta evidenza la doppia morale della propria guerra contro il terrorismo in nome della quale torturano, sequestrano e bombardano. Allo stesso tempo, come hanno denunciato numerosi fori internazionali ed istituzioni delle Nazioni Unite, cinque attivisti antiterroristi cubani rimangono ingiustamente imprigionati negli Stati Uniti, sottomessi, insieme ai loro parenti, ad un trattamento crudele e discriminatorio e Luis Posada Carriles (scontata la sua ridicola pena, frutto degli altrettanti ridicoli capi d'accusa nei suoi confronti!) se ne va nuovamente a spasso.
Le persone oneste, che alzano la loro voce contro la guerra nel mondo e contro il terrorismo, non possono non vedere in tutto ciò la prova inconfutabile della totale mancanza di etica dell'attuale governo di Washington.
Per questo, vi chiedo di sottoscrivere in massa, all'indirizzo http://www.porlajusticia.cu/ , la campagna per la liberazione dei 5 patrioti cubani illegalmente detenuti negli USA e per esigere che il governo degli Stati Uniti, in compimento dei suoi obblighi internazionali, processi Luis Posada Carriles per tutti i suoi crimini o risponda al sollecito di estradizione che ha fatto il Venezuela e che finora non ha ricevuto alcuna risposta.
Lo sapevate che da oltre quarant’anni negli Stati Uniti vengono progettate, finanziate, promosse, favorite e attuate azioni terroristiche contro Cuba? Tali azioni vanno dall’invasione armata all’assassinio dei dirigenti della Rivoluzione, dagli attentati contro persone o beni alla diffusione di malattie epidemiche, dalle trasmissioni radio-televisive illegali che incitano a commettere atti criminali o di guerra, al finanziamento e all’addestramento di gruppi paramilitari per azioni armate sul territorio cubano. Tutto questo è o non è terrorismo?Questa situazione ha avuto e continua ad avere un costo per Cuba. Finora i danni materiali ammontano a circa 54.000 milioni di dollari. Per i danni al popolo cubano non si possono fare stime in dollari: le 3.478 vittime o i 2099 feriti si possono solo contare e si può solo condividere il dolore arrecato alle famiglie e al popolo cubano.
Ma, ancora oggi, dopo la tragedia che l’11 settembre 2001 ha colpito il popolo degli Stati Uniti e dopo che il Governo degli Stati Uniti dichiara e attua una guerra mondiale
prolungata e indefinita contro il terrorismo presentandola come una guerra umanitaria, per la libertà, la democrazia e i diritti violati, c’è una situazione paradossale che continua. A Miami, Florida, sono stati incarcerati cinque cittadini cubani che raccoglievano informazioni sui gruppi paramilitari e sulle attività della mafia cubano-americana, per prevenire atti di terrorismo e difendere il proprio popolo dalle aggressioni e dalla morte. L’accusa nei loro confronti è stata quella di avere messo in pericolo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. I giudici di Miami, condizionati dalla mafia della Fondazione Nazionale Cubano-Americana, hanno emesso questa sentenza: due ergastoli e 15 anni di carcere a Gerardo Hernandez; ergastolo a Ramón Labañino; ergastolo ad Antonio Guerrero; 19 anni di carcere a Fernando González; 15 anni di carcere a René González. Come se questo non bastasse, gli Stati Uniti hanno inserito Cuba nella lista degli 80 paesi che, secondo loro, hanno connivenze con il terrorismo: siamo arrivati alla situazione incredibile per cui negli Stati Uniti, dove da decenni si organizza il terrorismo contro Cuba con la complicità di apparati dello Stato (la C.I.A.) vengono condannati cittadini cubani che indagavano su piani terroristici e sono giudicati, dalla giustizia nordamericana, come terroristi. Ma la giustizia degli Stati Uniti, non accuserebbe e non condannerebbe mai un cittadino di qualunque paese che offrisse informazioni su azioni di terrorismo in preparazione contro di loro, o contro le proprie Ambasciate, o che potrebbero costare la vita di cittadini nordamericani.
A conferma delle mostruosità dell'amministrazione Bush, mentre in nome della lotta contro il terrorismo, centinaia di migliaia di persone sono morte in Iraq ed Afghanistan, ed altre –arbitrariamente detenute - sono torturate ad Abu Ghraib e a Guantánamo, il governo degli Stati Uniti protegge il più noto terrorista dell'emisfero occidentale, tenta di ingannare l'opinione pubblica con interminabili manovre pseudolegali e si rifiuta di giudicarlo per i suoi veri crimini. Sto parlando di Luis Posada Carriles. Questo criminale è stato accusato e sottoposto ad un giudizio incompiuto in Venezuela per l'attentato nel 1976 contro un aeroplano civile dove morirono settantatre persone. Dopo essere scappato dalle carceri venezuelane, nel 1982, ha lavorato al servizio della CIA per l'operazione conosciuta come "Contro-Iran" e nell'implementazione del genocida Piano Condor. Successivamente, nel 1997, preparò una serie di atti terroristici contro hotel di L'Avana – in uno dei quali perse la vita il giovane turista italiano Fabio Di Celmo - e, nel 2000, il progetto di attentato contro il presidente Fidel Castro all'Università di Panama. Questo, in sintesi, il suo curriculum vitae!Nel marzo del 2005 Posada Carriles entrò illegalmente negli Stati Uniti. Solo dopo reiterate denunce pubbliche che rivelavano la presenza di questo criminale sul suo territorio, il governo di George W. Bush ha proceduto alla sua detenzione ed all'accusa ridicola per delitti migratori e per falsa attestazione, senza minimamente alludere al terrorismo.
Col trattamento concesso a Posada Carriles, le autorità nordamericane, incalzate dai gruppi estremisti cubani del sud della Florida, hanno messo in assoluta evidenza la doppia morale della propria guerra contro il terrorismo in nome della quale torturano, sequestrano e bombardano. Allo stesso tempo, come hanno denunciato numerosi fori internazionali ed istituzioni delle Nazioni Unite, cinque attivisti antiterroristi cubani rimangono ingiustamente imprigionati negli Stati Uniti, sottomessi, insieme ai loro parenti, ad un trattamento crudele e discriminatorio e Luis Posada Carriles (scontata la sua ridicola pena, frutto degli altrettanti ridicoli capi d'accusa nei suoi confronti!) se ne va nuovamente a spasso.
Le persone oneste, che alzano la loro voce contro la guerra nel mondo e contro il terrorismo, non possono non vedere in tutto ciò la prova inconfutabile della totale mancanza di etica dell'attuale governo di Washington.
Per questo, vi chiedo di sottoscrivere in massa, all'indirizzo http://www.porlajusticia.cu/ , la campagna per la liberazione dei 5 patrioti cubani illegalmente detenuti negli USA e per esigere che il governo degli Stati Uniti, in compimento dei suoi obblighi internazionali, processi Luis Posada Carriles per tutti i suoi crimini o risponda al sollecito di estradizione che ha fatto il Venezuela e che finora non ha ricevuto alcuna risposta.
Etichette:
Antonio Guerrero,
CIA,
Cuba,
Gerardo Hernández,
Posada Carriles,
Ramón Labañino,
René González,
rivoluzione,
USA
martedì 15 gennaio 2008
Lula arriva a Cuba
Luis Ignacio Lula da Silva è arrivato a Cuba per la seconda volta da quando è Presidente del Brasile con un'agenda che tocca soprattutto la cooperazione economica e il dialogo politico fra i due paesi. Secondo il programma ufficiale parlerà con Raùl Castro e parteciperà alla firma di accordi bilaterali che riguardano la costruzione di una fabbrica di oli lubrificanti a Cuba, l'esplorazione petrolifera del Golfo del Messico, la commercializzazione congiunta di vaccini e l'incremento della linea di credito da parte del Brasile per la vendita di alimenti all'isola caraibica.
Lula arriva a
Cuba come Leader di un paese che aspira ad assumere un posto rilevante fra quelli che esportano petrolio dopo la scoperta, nell'Oceano Atlantico, di un giacimento dalla capacità stimata di 5-8 mila milioni di barili.
Cuba come Leader di un paese che aspira ad assumere un posto rilevante fra quelli che esportano petrolio dopo la scoperta, nell'Oceano Atlantico, di un giacimento dalla capacità stimata di 5-8 mila milioni di barili.Il Governo Brasiliano ha annunciato l'interesse di Lula di incontrare anche Fidel Castro, ma l'incontro sarà ovviamente condizionato dallo stato di salute del Lider Maximo.
Oltre ai suoi incontri abituali con Chavez, Castro ha ricevuto, in questo ultimo anno, solo il cinese Wu Guanzehg, il leader comunista del Vietnam Nong Duc Manh e il presidente dell'Angola Josè Eduardo dos Santos.
Fidel Castro e Lula sono vecchi amici. La prima volta si sono incontrati a Managua nel 1980, nel primo anniversario della rivoluzione sandinista. Successivamente Lula andò a Cuba, nel 2001, come promotore attivo del Forum di San Paolo, il conclave dei partiti di sinistra organizzato fra la fine degli anni '90 e l'inzio di questo secolo.
Un nuovo incontro, questa volta privato, ci fu nel 2002 quando Lula, Leader del Partito dei Lavoratori, assunse la presidenza del Brasile. Un anno dopo torno sull'isola in visita ufficiale.
Nel 2005, quando la politica economica di Lula fu fortemente criticata anche dal suo stesso partito, Fidel, in un lungo discorso, ne assunse la difesa chiedendo a chi lo contestava di analizzare le alternative reali che aveva il Governo di Brasilia in campo economico.
lunedì 14 gennaio 2008
Cuba, si avvicinano le elezioni.
Domenica 20 gennaio a Cuba si svolgeranno le elezioni. Mediante voto diretto e segreto i cubani eleggeranno i leader dei Governi Provinciali e i Deputati dell'Assemblea Nazionale (AN). Questi ultimi selezioneranno tra loro, a marzo, il Capo dello Stato e del Governo Nazionale, incarichi che occupa Fidel Castro da sempre nella Cuba post-rivoluzionaria.Ieri Ricardo Alarcòn ha chiamato il popolo cubano ad esercitare un voto unito come segnale di forza contro il governo degli Stati Uniti che ha quintuplicato le risorse destinate a finanziare l'opposizione interna al paese.
Fidel Castro, 81 anni, convalescente da una serie di interventi chirurgici, che ha ceduto il potere al fratello quasi un anno e mezzo fa, è nuovamente candidato ma non si sa se ha intenzione di farsi rieleggere Presidente o se aprirà la strada alle nuove generazioni come lui stesso ha più volte affermato.
La metà degli aspiranti ai due livelli direttivi sono assessori proposti dalle assemblee di quartiere ed eletti nelle consultazioni comunali dello scorso ottobre, l'altra metà, alla quale appartiene Castro ed altri leader storici della Rivoluzione, sono scelti da organizzazioni sociali vicine al Partito Comunista.
La opposizione ha invitato all'astensione o all'annullamento del voto scrivendo sulle schede frasi antigovernative. Nelle elezioni di inizio ottobre la affluenza al voto fu del 96.5% degli aventi diritto, il 3.93% delle schede sono risultate bianche, e il 3.08 erano nulle.
Per essere eletti i candidati devono ottenere il 50%+1 dei voti.
Io non so chi vincerà, se sarà confermato Fidel Castro o se davvero si aprirà una nuova epoca per l'isola... di una cosa sono certo: voglio una Cuba libera. Libera dagli assolutismi, libera dall'embargo, libera di autodeterminarsi come Nazione indipendente e sovrana.
Etichette:
Cuba,
Embargo,
Fidel Castro,
Partito Comunista,
Ricardo Alarcon,
Stati Uniti
Iscriviti a:
Post (Atom)
